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Si scrive GP d’India, si legge GP d’incognite. Ma s’ha da fare e i piloti si sono allineati

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

20 settembre 2023

Si scrive GP d’India, si legge GP d’incognite. Ma s’ha da fare e i piloti si sono allineati
I visti che mancavano, compreso quello di Marc Marquez, sono arrivati. Anche le moto e i materiali necessari ai team hanno raggiunto la destinazione, ma le incognite sul GP d’India restano tantissime, a cominciare dalla sicurezza di un circuito che sarà omologato solo domani. Intanto, però, i piloti provano a dire la loro

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Il problema dei visti è risolto. Adesso ne restano almeno un’altra decina, però il GP d’India s’ha da fare e si farà. A poco più di 48 ore dalle moto in pista, infatti, non sembrano esserci segnali di ripensamento e anche le problematiche di maggiore consistenza (e contingenza) sembrano essere state superate. Come, ad esempio, quello dei documenti necessari che non erano ancora stati recapitati a diversi piloti e a molti meccanici. Anche Marc Marquez era tra quelli che aspettavano di poter partire, ma una storia pubblicata oggi su Instagram ha, di fatto, rassicurato tutti, con l’otto volte campione del mondo che è partito da Madrid e arriverà a Delhi dopo uno scalo a Londra.

“Siamo fiduciosi che tutti i visti in sospeso verranno elaborati – hanno intanto fatto sapere gli organizzatori attraverso un comunicato stampa - e che tutto il personale e i materiali necessari per la gara arriveranno in tempo”. Arriverà in tempo anche l’omologazione del circuito, con Loris Capirossi che recentemente ha fatto sapere di aver avuto modo di girare in circuito e anche di chiarire un aspetto che aveva fatto molto discutere nei giorni scorsi. “E’ vero – ha spiegato l’ex pilota – che l’omologazione avverrà subito prima del GP, ma è così sempre e ovunque. Non c’è niente di diverso”

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Non c’è almeno nelle procedure, ma è chiaro che in molti, i piloti su tutti, si presenteranno venerdì in pista con un mare di incognite da decifrare. A cominciare dal disegno di una pista su cui nessuno di loro ha avuto modo di girare se non attraverso alcuni filmati on board. Davide Tardozzi, nella doppia veste di ex pilota e oggi manager Ducati, ha spiegato che il layout è molto tecnico e che il lunghissimi rettilineo potrebbe essere favorevole alle Ducati. Dello stesso avviso è anche Pecco Bagnaia: “Il disegno per ora mi piace e per quello che ho potuto vedere potremo divertirci, ma è chiaro che essere in pista è qualcosa di molto diverso rispetto a vedere la pista e quindi le sensazioni potrebbero cambiare”.

Una situazione che, comunque, è comune a tutti, con il dubbio più grande che riguarda il grip e l’asfalto. Stando alle poche notizie che trapelano, potrebbe essere un circuito con molto poco grip e i tratti d’asfalto rifatti presentano condizioni molto diverse rispetto a quelle in cui l’asfalto è rimasto quello di sempre. “Sarà tutto da capire – ha affermato l’otto volte campione del mondo – sarà importante fare bene sin dal venerdì e trovare subito un buon feeling, ma non sono preoccupato”. Una linea, quella di Marquez, che ormai è comune a quasi tutti i piloti, dopo settimane di musi lunghi e richieste di chiarimenti che avevano lasciato intravedere la possibilità che in India non si corresse.

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