Lo possiamo dire chiaramente e in modo deciso: la trattativa Palestra tra Inter e Atalanta è lo specchio del fallimento del calcio italiano. Siamo di fronte alla possibilità di un autogol (l’ennesimo) del nostro movimento che sarebbe clamoroso, lampante di un sistema che non ha capito che deve cambiare e mettere al centro di tutto il talento. Soprattutto quando c’è da valorizzare un ragazzo italiano.
Marco Palestra è un calciatore classe 2005, 21 anni compiuti lo scorso 3 marzo, il migliore della sua generazione. Il gioiello più luccicante di questa ultima stagione in serie A. Ha giocato con la maglia del Cagliari, in prestito dall’Atalanta e ha attirato l’attenzione delle big, oltre che della nazionale. Una su tutte l’Inter, la regina d’Italia appena scudettata e due volte in finale di Champions League nel quinquennio 2020/2025. Meglio di così non sarebbe potuto capitare a un giovane sulla rampa di lancio.
Se pensiamo al calcio italiano di vent’anni fa, quando tutto sembrava funzionare alla perfezione, non ci sarebbero stati dubbi: Palestra vestirebbe già la maglia dell’Inter. Se c’era uno bravo, finiva all’Inter, al Milan o alla Juventus. Oggi è diverso, perché tra il giocatore e la società che vorrebbe ottimizzare la vendita ci sono miliardi di interessi. Procuratori, intermediari, situazionisti, direttori che ci devono fare soldi e la strada si complica.
Non bastano i 40 milioni (più 5 di bonus) ed eventualmente il talentino Cocchi, per chiudere la trattativa. Ce ne vogliono di più. Dagli uffici di Bergamo giungono richieste che superano 50 milioni, cifre monstre che potrebbero favorire l’inserimento di società più ricche come il City che pare abbia già richiesto informazioni.
Questo i Percassi lo sanno e sono maestri delle plusvalenze. Perché quando bussi alla porta dell’Atalanta per chiedere il prezzo di un talento, il conto è salatissimo. L’Inter ci è già passata l’anno scorso con Lookman, ma è necessario sottolineare i pregressi di Koopminers, Hojlund, Retegui. E molti altri.
Qui il contesto però è diverso. Palestra è un prospetto italiano, l’Inter è il club italiano oggi primo in tutto. Non solo in classifica. L’occasione è enorme per valorizzare nel nostro campionato un calciatore dal potenziale importante. Con i nerazzurri di Milano, l’esterno destro a tutta fascia che aveva provato a salvare anche l’Italia nella disgraziata trasferta in Bosnia, può diventare un il volto del calcio del futuro in Italia. Alzare troppo il prezzo, speculare su 5 milioni in più (che nel mondo normale sono un’enormità), con il rischio di “regalare” un altro calciatore alla Premier League dopo Leoni, Tonali e Calafiori e svuotare la serie A di talento autoctono, è come perseverare nella mediocrità e sconfessare tutti i buoni propositi (detti e ridetti a parole) che ci eravamo promessi per rilanciare il calcio italiano dopo l’ennesima figuraccia per il terzo mondiale mancato. Viviamo di calcio e guardiamo il mondiale alla Tv senza l’Italia, però continuiamo a sbagliare.
Cari amici dell’Atalanta, fate andare Palestra all’Inter, lasciamo crescere questo bel giocatore in Serie A, quaranta milioni sono abbastanza, fin troppi. E se non sarà così non ci lamentiamo che le squadre del nostro campionato presentano in rosa troppi stranieri, sono frasi fatte, finto moralismo e becero che non porta a niente. Perché quando c’è uno bravo lo facciamo scappare. Come sta accadendo anche con gli allenatori di nuova generazione Farioli, De Zerbi, Maresca e Italiano.
Di questo passo siamo destinati a fallire.