Marco Bezzecchi arriva piuttosto rilassato all’incontro con la stampa dopo il sesto tempo del venerdì pomeriggio: “Oggi niente di incredibile”, ci racconta con il volto rilassato. “L’obiettivo era quello di andare in Q2 e ce l’abbiamo fatta. Stamattina le sensazioni non erano male, anche se poteva non sembrare dal risultato delle FP1. Poi nelle FP2 mi sono sentito leggermente meglio e in termini di passo sono stato abbastanza veloce. È vero che c’è qualcuno di più veloce, tipo Marc e Pedro. Magari ce ne sono altri, devo ancora vedere. Ho sofferto più di quanto avrei voluto nel time attack, però era importante essere nei primi dieci e ci sono, quindi va bene”.
Gli chiediamo del terzo settore, in cui ha fatto fatica per tutto il giorno. E lui, come ha fatto altre volte quest’anno, si dice tranquillo perché gli altri piloti Aprilia lì riescono ad andare forte. Come a dire che se ce la fanno loro significa che la moto funziona e quindi, di contro, tutto dipende da lui, dal suo approccio e dalla sua velocità. Se hai fiducia nei tuoi mezzi e nel tuo talento, sapere di poterci arrivare è l’unica cosa che ti serve. E questo in breve è uno dei tasselli più importanti in questa stagione di Marco. “Anche io ho visto che al T3 perdevo sempre un botto”, spiega lui. “Ancora, ti dico la verità, non ho fatto in tempo a controllare. La fortuna è che gli altri piloti Aprilia sono andati bene, quindi ho un po’ di dati da poter guardare per capire dove migliorare. Però… onestamente ancora non so bene dove migliorare nel T3, so che il settore è quello”.
Ancora una volta quindi, Marco ha scelto di concentrarsi sulla guida. Quando gli diciamo che è tra i pochi a dare così tanta priorità ai propri limiti piuttosto che a quelli della moto lui risponde così: “Secondo me le cose devono andare un po’ di pari passo. È chiaro che… sai, la guida tante volte fa molto, quasi più del setting. Poi è chiaro che se tu guidi da paura e il setting non ti viene dietro… Io cerco di migliorarmi sempre nella guida e fidati che lo fanno tutti. Magari loro non lo dicono così tanto”.
A questo punto un collega gli dice che è quello che costruisce di più durante il weekend: “Ho fatto scuola da muratore! Uno dei miei migliori amici ha un’impresa edile… magari vado lì!”. Poi torna serio: “Onestamente mi piacerebbe partire più forte, oggi non è stata una cattiva giornata ma le sensazioni non sono neanche le migliori. È chiaro che è sempre bello andare in progressione, però magari dovrei essere un po’ più bravo a partire”.
Ancora una volta sta parlando dei propri limiti. Che poi è quello che possiamo controllare, magari cambiare. La cosa non funziona per tutti i piloti, manco per tutti gli esseri umani, eppure è come se lui, Marco, avesse trovato la sua strada.