A Silverstone Charles Leclerc ha vinto realizzando un capolavoro, dal primo all’ultimo giro. Lo ha fatto prendendosi la prima posizione al via, con una partenza super bruciando Kimi Antonelli, poi imprimendo alla gara un ritmo impressionante. Un martello, giro dopo giro. E prima che qualcuno possa anche pensarlo, non ha vinto soltanto perché la Mercedes di Kimi, mentre l’italiano stava volando per cercare di andarlo a prendere, ha patito l’ennesimo problema di affidabilità di questa stagione.
È tornato ad alzare il pugno al cielo dopo 623 giorni dall’ultima volta, ad Austin nel 2024. “Alla fine, l’impegno viene ripagato. I momenti difficili non durano per sempre. Solo le persone forti resistono!”. Sono queste le sue prime parole appena tagliato il traguardo, lasciandosi alle spalle il momentaccio vissuto tra Canada e Austria. Le difficoltà sono state tante, così come gli errori commessi, e la pressione iniziava ad aumentare.
Per qualcuno è stato il momento più difficile mai vissuto da quando è arrivato in Ferrari, affrontato lavorando e sempre a testa bassa. Lo aveva sottolineato più volte, anche quando tutto sembrava andare male. Poi quella soluzione trovata arrivato a Silverstone, le parole di grande fiducia e soddisfazione dopo il secondo posto nelle qualifiche e una gara che ricorda a tutti quanti perché è uno dei più grandi di questa F1.
Ha gestito tutto alla perfezione e, il segnale più importante, è arrivato dopo che Kimi Antonelli si era preso la posizione su Lewis Hamilton. In tanti si sarebbero aspettati che l’italiano l’avrebbe preso in poco tempo, riproponendo quel ritmo impareggiabile fatto vedere in Sprint Race. Quel ritmo c’è stato, ma la risposta di Charles è stata altrettanto potente. Nessuna sbavatura, soltanto un giro da qualifica dopo l’altro fino al pit stop. Da quel momento in poi i due hanno viaggiato su strategie differenti, fino al problema di Antonelli.
In quel momento aveva venti secondi di vantaggio su Lewis Hamilton, il primo degli altri, poi il caos più totale tra Safety Car e una ripartenza proclamata ma annullata. Succede di tutto, un po’ come al solito quando si trova in testa ed è pronto a vincere una gara, come poi ha sottolineato sorridendo una volta sceso dal podio: “Le mie vittorie hanno sempre qualcosa di speciale... quando salgo sul podio è sempre così, però, mamma mia, che feeling!”, esclama sorridente a Sky Sport F1.
“Sono veramente contento. Da diversi weekend facevo fatica a trovare questo feeling con la macchina”, continua a raccontare soddisfatto. “Ho lavorato tantissimo e sabato, dopo la sprint race, mi sono un po’ esposto dicendo: ‘Penso di aver trovato qualcosa’. Dovevo però dimostrarlo in pista, non solo in qualifica ma anche in gara. Ieri le sensazioni erano buone dopo la qualifica, ma bisognava correre per confermarle e ci siamo riusciti”.
Un attimo dopo parla anche di quanto successo a Kimi Antonelli, riconoscendone la velocità con grandissima onestà: “Oggi abbiamo avuto anche un po’ di fortuna: non credo che avrei tenuto la vittoria se Kimi non avesse avuto quel problema, ma la fortuna fa parte del gioco”. Mara Sangiorgio, allora, sottolinea come il motorsport sia anche questo.
Lui sorride, poi conferma: “A volte ci vuole un po’ di fortuna. Mi dispiace per Kimi, però sono molto contento per il team, per me, per i tifosi e per tutte le persone che hanno sofferto con me nelle ultime gare. Sono davvero felice del lavoro svolto”.
Una vittoria costruita, non solo nel weekend inglese. Eppure, dopo la Ferrari vista in Austria, la competitività ritrovata a Silverstone ha sorpreso tutti quanti, Leclerc compreso: “È stata una grandissima sorpresa essere così competitivi. Non stavamo facendo sandbagging, non ci nascondevamo. Giovedì dicevamo che avremmo fatto fatica e lo pensavamo veramente: tutti i nostri dati indicavano che sarebbe stato un weekend difficilissimo. Dobbiamo analizzare la situazione sia quando le cose vanno peggio del previsto, sia quando vanno molto meglio. Penso che questo fine settimana sia andato decisamente oltre le nostre aspettative, e ora dobbiamo capire il perché”.
Una vittoria dalle tante risposte. Perché dopo un periodo complicato, con una gara da campione ha dimostrato di cos’è capace. Come aveva spiegato sabato, ha soltanto dovuto seguire il suo istinto per tornare ad avere la macchina tra le mani. E alla fine, c’è riuscito.