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11 luglio 2026

Sinner-Djokovic: ecco come Jannik ha ritrovato la finale di Wimbledon dopo la sfida con l’eternità di Nole

  • di Francesca Zamparini

11 luglio 2026

L’eternità di Novak Djokovic si scontra con la potenza calcolata di Jannik Sinner. Sul Centrale di Wimbledon il numero uno al mondo conquista la seconda finale consecutiva sull’erba di Londra e si prepara a difendere il titolo. Una sfida, quella tra l’italiano e il serbo, che racconta molto dello stato dell’arte del tennis
Sinner-Djokovic: ecco come Jannik ha ritrovato la finale di Wimbledon dopo la sfida con l’eternità di Nole

Una soltanto è la parola chiave dietro all’incipit della semifinale dei Championships tra Novak Djokovic e Jannik Sinner: equilibrio. I turni di servizio sono una certezza in entrambe le metà di campo e la battuta, si sa, è una compagna di viaggio essenziale soprattutto se a sfidarsi sono il numero uno al mondo e il più vincente giocatore della storia del tennis. Sul due pari, però, Sinner può cogliere per la prima volta l’opportunità di un break, se non fosse che il serbo, con l’abilità di un 24 volte campione Slam, recupera le distanze e si rimette davanti. Sul quattro pari la storia si ripete: Sinner ha due opportunità e questa volta non se le fa sfuggire. Mentre la prima palla va a rete con uno smash mal calcolato, la seconda si traduce in un passante inarrivabile per Djokovic, sceso intanto a rete per mettere pressione all’altoatesino. Il giro di boa arriva sul 5-4 per Sinner, con turno di servizio a disposizione, una passeggiata verso la vittoria del primo set, un 6-4 naturale, figlio di giocate incisive che tolgono ogni possibilità di replica al sette volte campione di Wimbledon.

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L’incontro prosegue nel segno del servizio, fedelissimo di Jannik Sinner, mentre Djokovic non può dire di poter contare su una percentuale ottimale di seconde di servizio. Il gioco a cui assistiamo sul Centrale di Londra è fatto di scambi potenti, poche variazioni e impatti secchi sul piatto corde. Le variazioni arrivano sull’1-2: Sinner è sotto 15-30 ma è proprio la soluzione alternativa a fargli riprendere le redini della partita. Novak Djokovic assaggia un primo, apparente punto di rottura: sul due pari, 15-40, tutto sembra suggerire un’altra battuta d’arresto, ma il recupero è dietro l’angolo. Profondità, questa è l’aiutante del serbo, che con un colpo al millimetro entro la linea di fondo si porta avanti salvandosi. Da qui cambia l’inerzia della partita. Jannik Sinner lo lascia fermo in più di un’occasione, lo spettacolo continua a offrire un tennis di forza, spinte che costringono il serbo quasi all’apnea, una gabbia senza uscita a velocità impressionanti. Poi qualche serve and volley, alcune smorzate, un pallonetto al centimetro da parte del numero uno. Il 6-4 arriva come il primo, quasi inevitabile, frutto di break point sfruttati con un’attenzione calcolata.

Il terzo set è segnato subito da un break. Jannik Sinner cerca il percorso netto, mentre Nole Djokovic cerca di prolungare quanto più possibile la sua permanenza sull’erba londinese. Un apparente cortocircuito iniziale per il serbo si conclude invece con una reazione invidiabile, ma il suo tennis non può che piegarsi dinanzi alla qualità dell’avversario, pur continuando a lottare. Il sorriso sul volto del tennista di Belgrado sul 40-40, 2-1 per Sinner è sinonimo di genuina consapevolezza, quella di chi sa di dover fare i conti con il punteggio e con le reali possibilità di vittoria. Il pubblico lo incita, puntando a una partita più lunga, ma il 5-3 sul tabellone racconta ben altro. La fatica sopraggiunge, ma a 39 anni il suo tennis non impallidisce mai del tutto.

Sinner Djokovic Wimbledon 2026
Sinner e Djokovic, fine match.

Sono terminate le parole per descrivere il tennis offerto da Jannik Sinner, così come scarseggiano quelle da dedicare all’eterno guerriero che continua a rimandare i sorrisi di un’intera generazione ai blocchi di partenza. Quello di oggi non è stato il tennis di Nole, il ritmo imposto ha obbligato il veterano a uno sforzo continuo, inevitabilmente sfociato nel fiato corto e il ricordo di una carta d’identità in teorica fase di scadenza. Quello di oggi è stato terreno fertile per un Sinner che, se nei turni finora disputati aveva a tratti faticato, concedendo diversi tie-break, ha ritrovato il proprio stato di forma e lo ha adattato a un avversario che resterà sempre ostico. A domenica il verdetto, per valutare se il Sinner odierno abbia espresso il massimo del proprio potenziale o se abbia ancora qualche riserva da mettere in campo. A Novak Djokovic va il tributo del re del ranking, consapevole di avere di fronte un maestro senza tempo, punto di riferimento per lui e per un'intera generazione di tennisti. A Sinner, invece, va la rincorsa al titolo. Unico ostacolo: Alexander Zverev.

Jannik Sinner 2026
Jannik Sinner, Wimbledon 2026.

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