Il tennis richiede condizioni climatiche ben precise. È uno sport che per la maggior parte viene giocato all'aperto. Richiede che il terreno non sia scivoloso, che la visibilità sia buona. Non si può giocare con la pioggia, con la nebbia ed è bene che il vento sia ridotto al minimo. Per questo il Tour si snoda intorno al mondo seguendo la bella stagione. Si inizia in Australia, dove adesso è estate, ci si sposta poi negli Stati Uniti per il Sunshine Double per approdare in Europa in primavera e spostarsi nei campi indoor quando le temperature si fanno più rigide. Questo porta con sè anche un grande svantaggio, il caldo. Nei tabelloni affollatissimi è inevitabile infatti che qualcuno si ritrovi in campo nelle ore più calde della giornata. Non è facile giocare a tennis sotto il sole, con livelli di umidità proibitivi. Ieri è toccato a Jannik Sinner che è sceso in campo proprio a mezzogiorno (ora australiana) durante il terzo turno Australian Open.
In questo periodo dell'anno in Australia la massima supera addirittura i quaranta gradi in alcuni giorni. Molto lontano dalle temperature di San Candido, dove Sinner è nato e cresciuto. Li sente tutti. Inizia a soffrire già dal primo set, suda, boccheggia e il suo avversario Eliot Spizzirri recupera da 2-4 sotto e vince. Si teme il peggio. Sinner vince il secondo parziale stringendo i denti, ma nel terzo ritorna a faticare. Inizia a soffrire di crampi, quelli che partono dai polpacci e risalgono fino alle braccia. Era già successo in passato a Shanghai, quando contro Griekspoor è stato costretto al ritiro al terzo set, addirittura portato fuori a braccia dal campo di gioco. Spizzirri si prende il break sul 3-1 e il match sembra indirizzato mentre la temperatura raggiunge livelli insostenibili. Indice di calore 4.9, il gioco va sospeso per chiudere il tetto. È una boccata d'aria (in tutti i sensi) per Jannik Sinner che, dopo aver rifiatato, trova la forza per ribaltare l'inerzia e vincere in match per 3-1. Una bella botta di... “É stato molto caldo oggi, ho iniziato ad avere i crampi all’inizio del terzo set ma poi piano piano sono andati via. Quando hanno chiuso il tetto ho avuto un po’ di riposo e questo mi ha aiutato” ha dichiarato dopo il match. Ma qual è la regola che ha salvato Sinner e il suo Australian Open?
Cosa prevede la "heat rule"?
Già a partire dal 2019 l'organizzazione degli Australian Open ha iniziato ad adottare misure per contrastare il caldo estremo durante il torneo. Nel corso della giornata vari valori vengono misurati intorno al Melbourne Park. Calore radiante esterno, temperatura dell'aria all'ombra, umidità relativa e velocità del vento. I valori derivanti da queste misurazioni vanno a formare un'equazione espressa tramite una Scala di Stress da Calore (Heat Stress Scale – Hss), con soglie differenziate che determinano gli interventi di raffreddamento. La scala va da uno a cinque, dove l'uno rappresenta le condizioni ideali mentre il cinque, il livello nero, impone la sospensione del gioco. In questo caso si può arrivare a introdurre pause ulteriori, nel tentativo di riprendere il match, o a decretare la sospensione definitiva. Inoltre, se l'impianto ne è dotato e se è necessario, può essere disposta la chiusura del tetto. Proprio questo nel bel mezzo del terzo set è successo fra Jannik Sinner ed Eliot Spizzirri. Salvando di fatto la partita del numero due del mondo.