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27 febbraio 2022

Stoner sulle vittorie di Valentino: “Niente di spontaneo, tutto studiato. Godevo quando vincevano Lorenzo o Pedrosa"

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

27 febbraio 2022

A finire nel mirino di Casey Stoner, questa volta, sono gli ormai famosi siparietti che Valentino Rossi organizzava con quelli del suo fanclub per celebrare le vittorie: “Erano giochi mentali per fiaccare l’avversario”. E l’australiano non ha risparmiato neanche Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa: “Quando vincevano ero felice, ma loro pensavano che la mia fosse solo strategia”
Stoner sulle vittorie di Valentino: “Niente di spontaneo, tutto studiato. Godevo quando vincevano Lorenzo o Pedrosa"

Di anni ne sono passati veramente tanti, ma è comunque sempre lì che si va a finire: la rivalità tra Valentino Rossi e Casey Stoner o comunque quel periodo d’oro della MotoGP in cui insieme all’italiano e all’australiano c’erano un paio di altri fenomeni veri in pista come Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa. Talenti tali da cannibalizzare ogni domenica il podio, lasciando le briciole a tutti gli altri fino all’arrivo di un certo Marc Marquez che, anche forte del tempo che passava, li ha poi messi in riga tutti quanti. Un’epoca, quella dei magnifici quattro, che recentemente ha ricordato anche Jorge Lorenzo, con Casey Stoner che, invece, ha voluto soffermarsi sul modo che ognuno aveva di celebrare le proprie vittorie o di metabolizzare quelle delle propri avversari. Finendo, inevitabilmente, per parlare delle ormai celebri esultanze di Valentino Rossi.

“Tutto era perfettamente pianificato – ha affermato l’australiano – C’era un bel po' di preparazione per una piccola festa”. Non solo voglia di celebrare una vittoria, quindi, ma anche volontà di ribadire all’avversario “che era stato sconfitto, che non era stato lui a vincere”. Come se ogni gara proseguisse anche dopo la bandiera a scacchi, come una sfida che si rinnovava in attesa del GP successivo e di un nuovo confronto in pista, tenendo sempre alto il livello della tensione. E innescando un meccanismo a catena che poi non risparmiava lo stesso Stoner e anche Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa.

“Ogni volta – ha concluso Casey Stoner – era come vincere il mondiale e non una singola gara. Quei giochi mentali mi hanno sorpreso. Erano un po' insoliti e ci ho messo un po’ ad abituarmi, ma ho imparato molto da loro. Io ero solito essere sinceramente felice per i miei avversari, ma loro non potevano capirlo. Ricordo che Jorge Lorenzo  e Dani Pedrosa  mi guardavano e mi chiedevano come fosse possibile che mi mostrassi così felice delle loro vittorie.  Sospettavano che anche questo mio modo fosse figlio di una strategia, ma io non volevo sapere nulla delle partite mentali in quei momenti e ho preferito essere felice per i miei avversari in campionato”.

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