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3 agosto 2021

Suppo: “Gli amici di Rossi lo vedono come un semidio, dicono che se non va forte non è colpa sua”

  • di Redazione MOW Redazione MOW

3 agosto 2021

Livio Suppo torna senza censure sulla situazione di Valentino Rossi: (“Davvero c’è chi pensa che i suoi uomini gli dicano che è bollito? È normale che un po’ lo esaltino, ci sta”). E poi sulla possibilità di correre in Ducati: (“Non so se Vale potrebbe migliorare. Temo peggiorerebbe”). Su Luca Marini, invece, spiega: (“Ad oggi non ha dimostrato di meritare una moto ufficiale”). Per poi chiudere con Marquez: (“Andrà in Austria puntando al podio, ma che punti al mondiale è utopia”)
Suppo: “Gli amici di Rossi lo vedono come un semidio, dicono che se non va forte non è colpa sua”

Livio Suppo torna a parlare della MotoGP in una lunga intervista per Paddock TV, raccontando senza filtri le sue sensazioni sulla MotoGP. Il manager torinese, attualmente dirigente Thok, ha parlato del mercato piloti (consigliando al team Petronas di prendere Alex Rins e riportando Maverick Vinales in Suzuki) ma si è concentrato soprattutto su Valentino Rossi. Ecco i passaggi più interessanti. 

“A me è sempre stato chiaro che l’entourage di Valentino spingerà a farlo correre”, ha esordito di Suppo. “Secondo me lui è arrivato fin qui anche perché tutte le persone attorno a lui, che lo vedono un po’ come un semidio, continuano a dirgli ‘corri, corri, perché se non vai forte non è colpa tua, è colpa di questo e di quell’altro. Sinceramente non so quanto possa fare bene a Valentino continuare. Io ho sempre ribadito questa mia idea: se lui dicesse di voler continuare perché si diverte senza alcuna velleità di classifica allora ci starebbe, perché con quello che ha fatto nel motociclismo ha tuto il diritto di correre finché ne ha voglia. Se invece l’approccio è quello di uno che vuole continuare a correre per vincere delle gare e fare dei podi, secondo me quello è prendersi in giro. La premessa del divertimento è fondamentale, non è che poi può correre un altro anno per finire a dire che la moto non mota, le gomme non gommano, eccetera eccetera…”

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Un post condiviso da Valentino Rossi (@valeyellow46)

Poi ha commentato le parole di Alessio “Uccio” Salucci, che solo pochi giorni fa aveva dichiarato che le intenzioni di Valentino sono quelle di migliorare nel finale di stagione: “Quando Salucci dice ‘corriamo’, e ‘abbiamo’ mi fa un pò ridere. Lui sulla moto non c’è, sulla moto c’è Vale e basta. Ma è una battuta… Il problema è che nella MotoGP attuale tra il primo ed il quindicesimo c’è un nulla, il software unico ha appiattito le differenze tra le case e se ti prendi quattro decimi al giro sei fuori dalla Q2. E non so se Vale, oltretutto su di una moto diversa rispetto a quella che ha usato per buona parte della sua carriera, potrebbe migliorare sulla Ducati. Anzi, temo che sia più facile che peggiori. Comunque è normale che i suoi uomini non gli diano del bollito. Ci sta che un po’ lo esaltino”.

Luca Marini ha spiegato che nel Team VR46, l’anno prossimo, sarà importante avere una moto ufficiale. Ma l'ex Team Manager è piuttosto scettico: “Ad oggi Marini non ha dimostrato di meritarsi una moto ufficiale a tutti i costi. Sta facendo un anno di esordio non malissimo, ma da lì a dire che vuole la moto ufficiale ce ne passa. Martin, che con una moto non del tutto ufficiale, si è messo di certo più in evidenza. Poi si è fatto male, ma ha fatto un pole e un podio. Lui si, merita un’ufficiale”.

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Un post condiviso da Marc Márquez (@marcmarquez93)

Inevitabile poi un passaggio su Marc Marquez (che nel post rivede la sfida in Austria con Dovizioso). Un pilota che Livio Suppo conosce bene, avendolo portato in HRC dopo l’addio di Casey Stoner al mondo delle corse: “Marc da mondiale? È una tesi affasciante, ma è un’utopia. Marc prima di vincere il mondiale deve pensare a rimettersi al 100% in sesto, speriamo che la pausa lo abbia aiutato, poi si vedrà. Penso che per lui adesso la cosa più importante sia tornare a vincere le gare come faceva prima. In Austria ha corso sempre bene, sappiamo che Ducati avrà sempre un buon vantaggio, però era anche il Dovi ad andare molto forte lì. In Austria mi aspetto un Marc da podio, che avrà una gran voglia di vincere lì. Non ci ha mai vinto e arriverà carichissimo”.

Prima di chiudere, infine, il manager piemontese ha voluto fare una piccola considerazione su Hugo Millán, il giovanissimo pilota che ha perso la vita in un incidente della ETC (European Talent Cup) durante il round di Aragon per il CEV: “Vorrei anche dedicare un pensiero a lui e alla sua famiglia. Far correre dei ragazzini così giovani su moto che fanno più di 200 all’ora secondo me è una roba un po’ troppo pericolosa. Su moto così prestazioni dovrebbero avere almeno 15 anni, ma è comunque una follia. Da 12 a 15 fanno un cambiamento pazzesco. Comunque ecco, un abbraccio alla famiglia. Ce lo hanno ricordato tante volte ed è brutto, ma è così: è uno sport pericoloso.” ha concluso Suppo.

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