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4 ottobre 2022

Temporali su Ducati: uno ferito e l'altro umiliato, il gioco sia almeno elegante e silenzioso

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

4 ottobre 2022

Max Temporali, ex pilota e voce della SBK, ha affidato a un post su Facebook le sue riflessioni su quanto accaduto in Thailandia: “Un pilota che cede una posizione in gara, è un pilota ferito. E’ anche peggio per chi l’aiuto lo riceve, che accetta di subire una “ragionevole umiliazione”
Temporali su Ducati: uno ferito e l'altro umiliato, il gioco sia almeno elegante e silenzioso

La scelta di Johann Zarco di non sferrare l’attacco a Pecco Bagnaia per il terzo posto al GP della Thailandia è stata figlia di una autonoma riflessione del pilota francese, oppure è stata una imposizione piovuta dall’alto? E’ la domanda che tiene banco da domenica tra gli appassionati di MotoGP che, manco a dirlo, ormai sono spaccati tra chi sostiene una teoria e chi, invece, trova palese che ci sia stato un gioco di squadra. A quella domanda, però, nessuno risponderà con certezza, soprattutto a stretto giro di boa, ma a far discutere ci sono anche i modi. O, per essere più precisi, la decisione di Ducati di ringraziare pubblicamente Zarco e anche le stesse parole a caldo pronunciate dal pilota francese. Tra quelli che non hanno gradito c’è Max Temporali, ex pilota e voce della SBK, che ha affidato a Facebook le sue riflessioni.
 

“I giochi di squadra non piacciono a nessuno – scrive Temporali - nemmeno alle squadre stesse. Anche perché la collaborazione tra due piloti ha spesso un costo. In passato abbiamo assistito a teatrini eclatanti, con bruschi rallentamenti a pochi metri dal traguardo per lasciare sfilare il compagno di squadra. Oggi le strategie sono più discrete, gli aiuti sono più o meno velati, ma lo scudiero, a caldo, ha bisogno di farsi capire nonostante i filtri. Un pilota che cede una posizione in gara è un pilota ferito che al mondo vorrebbe urlare: ‘potevo arrivargli davanti, perché ero più veloce…’. Rinunciare alla velocità è contro natura, il pilota si danna per un ventesimo posto come per un podio, e non basta offrirgli qualcosa in cambio per mettergli il bavaglio: chi sacrifica la propria prestazione per il bene di un collega, la vive come una forma di violenza su sé stesso. Forse è anche peggio per chi l’aiuto lo riceve, che accetta di subire una ‘ragionevole umiliazione’, ma non dovrebbe mai essere disonorato da un’ammissione pubblica del compagno di squadra, di marca, di merende… Se si vuole fare gioco, che sia almeno elegante e silenzioso: noi da fuori dovremmo solo averne il sospetto. Un pilota non cercherebbe mai aiuto e mai lo vorrebbe dare. Gli ordini, o le ‘attenzioni’, li stabilisce la squadra, che però dovrebbe anche assicurare dignità ai risultati. Per il bene dei piloti”.

Sostanzialmente, per Temporali si sarebbe dovuto tenere un profilo più basso, provando a chiedere a Zarco di raccontare una versione differente rispetto all’ammissione di aver chiuso il gas, con Ducati che, dalla sua, non avrebbe dovuto ringraziare pubblicamente il francese. Il riferimento, è chiaro, è alle parole di Gigi Dall’Igna, ribadite anche ieri: "Un ringraziamento particolare a Johann per non aver tentato di sorpassare Pecco – ha detto il papà dell’attuale Desmosedici - nelle fasi finali della gara: un tentativo che sarebbe stato particolarmente rischioso, viste le condizioni della pista, rinunciando così a un podio che avrebbe potuto tranquillamente essere alla sua portata”

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