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23 giugno 2023

Tonali al Newcastle è deprimente anche se sei interista: ecco perché

  • di Guido Ontini

23 giugno 2023

Sandro Tonali dovrebbe essere capitano e bandiera del Milan (lo riconoscono anche gli interisti che lo “odiano” sportivamente) e invece forse andrà al Newcastle, il club più ricco del mondo finito in mano ai sauditi. La nuova moda del calcio è questa guerra tra poveri in cui si gode perché la squadra avversaria vende il proprio miglior giocatore. Ma ha senso gioire e festeggiare per la vendita di un giocatore avversario non ha senso? O dimostra solo il livello in cui è sprofondato il calcio italiano? Oggi tocca a te, domani tocca a me: da Donnarumma a Kessié, passando per Skriniar e Perisic per arrivare a Tonali e (forse) a Barella, ecco un avvertimento ai giocatori che inseguono un po’ di denaro in più anziché l’affetto dei tifosi
Tonali al Newcastle è deprimente anche se sei interista: ecco perché

Premessa: sono un malato di calcio e malatissimo di Inter, ma a me questo calcio piace sempre meno. Non riesco a godere per la presunta vendita di Tonali: nel mio mondo ideale Tonali dovrebbe essere capitano e bandiera del Milan, dovrei "odiarlo" sportivamente proprio per questo. La nuova moda del calcio è questa guerra tra poveri in cui si gode perché la squadra avversaria vende il proprio miglior giocatore: è e rimane una guerra tra poveri, una volta tocca a me, quella dopo a te, bisognerebbe guardare oltre e capire che questo sistema calcio sta perdendo (anzi, ha già perso da molto tempo) fascino agli occhi di noi appassionati. Gufare, sperare che la squadra avversaria perda è il sale del calcio, è legittimo, l'ho sempre fatto anche io ed è normale che venga fatto anche contro la mia squadra, sul momento mi innervosisce ma lo capisco. Gioire e festeggiare per la vendita di un giocatore avversario non ha senso, dimostra solo il livello in cui è sprofondato il calcio italiano. Squadre inglesi di medio-bassa classifica vengono comprate da fondi, sceicchi, multimiliardari che in uno, due, tre anni ribaltano le gerarchie del calcio costruite in decenni e saccheggiano squadre che hanno storia e tifoseria, a favore di mezze squadre in cui i tifosi sono turisti o occasionali che comprano la maglietta del fenomeno del momento. Oggi tocca a te, domani tocca a me.

Tonali e l'ex rossonero Chalanoglu in Milan-Inter
Tonali e l'ex rossonero Chalanoglu in Milan-Inter

Donnarumma cresce nel Milan, diventa miliardario nel Milan e per 30 denari va a rovinarsi la vita al Psg, non è più lui.

Skriniar dice per anni che vuole diventare capitano e bandiera dell'Inter e per 30 denari va al Psg. Si pentirà.

Kessié va dal Milan al Barcellona a fare il comprimario.

Perisic vuole giocare in Premier e dall'Inter va in una squadra che arriva ottava e cambia tre allenatori.

Siete felici adesso che anziché 100 milioni di euro in banca ne avete 105?

La lista è lunga, si potrebbe andare avanti all'infinto ma il concetto non cambia: ormai i soldi comprano tutto. Tonali non sarà mai felice al Newcastle come lo è al Milan, Barella se farà la stessa scelta idem. Si potrebbe capire (in realtà no) se a 33-34 anni vai in Arabia a farti riempire di soldi, ma a 23-24 anni che cazzo fai?

Non c’è bisogno che rispondiate che sono professionisti e bla bla bla... grazie al cazzo, però trovo tutto questo senza senso. Io che sono un morto di fame per tutti i soldi del mondo non cambierei mai la mia squadra, so che il 95% di voi non mi crederà ma è così. Se ti viene tolta la tua più grande passione, se la tua passione viene comprata, sei davvero felice poi?

I soldi sono importanti ma non sono tutto. Pensateci bene, viziatelli, perché poi volete tutti tornare dove siete stati bene, ma i tifosi non vi vogliono più. Il calcio siamo noi.

Una immagine simbolica di Donnarumma al Psg
Una immagine simbolica di Donnarumma al Psg

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