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7 marzo 2022

Una carezza e un pugno. Marc Marquez: Enea Bastianini mi fa più paura di Pol Espargarò

7 marzo 2022

L’otto volte campione del mondo gioca di strategia e nel congratularsi con Enea Bastianini prova a rimettere al suo posto il compagno di squadra, oltre ad avvisare la Honda che c’è ancora molto lavoro da fare
Una carezza e un pugno. Marc Marquez: Enea Bastianini mi fa più paura di Pol Espargarò

Enea Bastianini ha vissuto una favola e non ha nascosto che l’emozione lo ha travolto. Non solo perché ha vinto, non solo perché lo ha fatto con la moto del Team Gresini, ma anche perché si è ritrovato di botto tra i favoriti. Non tra i favoriti di quelli che si entusiasmano facilmente e sanno poco di corse e di motociclette, ma dei suoi stessi colleghi, con Marc Marquez che ha speso parole che valgono quasi una seconda vittoria: “Bastianini è forte davvero – ha detto – già a Misano l’anno scorso me ne sono reso conto e oggi mi sono accorto quasi subito che avrebbe fatto qualcosa di pazzesco. Infatti è andato via ad un certo punto, strappando tempi incredibili”.

Se una roba del genere te la dice un certo Marc Marquez, puoi pure cominciare a crederci davvero. Anche se l’otto volte campione del mondo ci ha messo sicuramente un po’ di strategia, giusto per rimettere le cose a posto all’interno del suo box dopo aver preso paga dal compagno di squadra Pol Espargarò. “Non so chi siano i favoriti dopo aver visto la prima gara in Qatar. Bagnaia, Quartararo, Mir? Forse! Di sicuro, per me, Bastinini è quasi più pericoloso di Pol Espargarò”. Insomma: il compagno di squadra potrà anche fare belle gare, ma non è in lotta per il mondiale. Con le parole di Marquez che, però, potrebbero non essere solo un modo per far “abbassare la cresta” a Espargarò, ma anche e soprattutto per ricordare a Honda che c’è ancora molto lavoro da fare.

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“Se guardiamo ai test e alla prima gara – ha concluso Marquez - il mio compagno è stato più veloce di me sempre. Non è stata una novità di oggi in Qatar. Anche nei test è stato più veloce a livello di ritmo; a Mandalika è stato più veloce in un giro e con un ritmo molto simile. Ma il Mondiale non finisce dopo i test e la prima gara. È positivo che le Honda siano più guidabili per tutti e che la concorrenza interna sia in aumento perché così hai sempre qualcuno con cui confrontarti. Io, però, non mi sento ancora completamente a posto sulla moto, perché per trovare gli ultimi due decimi, in termini di ritmo, devi avere una moto adatta al tuo stile di guida. La mia Honda non è ancora esattamente come vorrei che fosse, ma è una moto che ha un ottimo potenziale perché altrimenti non riuscirei ad andare forte nel singolo giro. Quindi c’è solo da lavorare”.

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