Metti un tardo pomeriggio di agosto inoltrato a Misanino. Il sole che cala dolcemente dietro i colli dell’Appennino da una parte, la brezza adriatica che filtra dall’altra. Sull’asfalto un gruppo nutritissimo di ragazzi. Piloti della VR46 Riders Academy, fidanzate, amici, tanti amici, tutti amici. Si preparano alla competizione sui kart districandosi nell’area frapposta tra il rettilineo di partenza e un bancone infinito, dietro al quale “lo staff” prepara Gin Tonic che Cesare Cremonini - con un sorriso da orecchio a orecchio - definisce “i più carichi della Romagna”. Indossano magliette rosse con una croce bianca al centro. Sembrano divise della nazionale di calcio svizzera, ma sono molto di più delle divise della nazionale di calcio svizzera. Nell’intersezione delle righe bianche campeggia un logo, anzi il logo: la sagoma di un ragazzo coi capelli al vento che sorseggia un drink. Sotto, con un font elegante dai contorni istituzionali, si srotola la scritta “Walter Distillati”. C’è lui all’origine del tutto, c’è lui alla base di manifestazioni del genere. Uno sponsor eccezionale per un Trofeo che ormai - giunto alla terza edizione - vanta una certo prestigio.
“Un supporto non solo finanziario e morale ma anche pratico, perché ci ha dato sempre da mangiare” - raccontava Valentino Rossi nel 1998 ai microfoni di un giornalista di Rai Due, sceso con tanto di troupe a Tavullia per condurre un’indagine sulla genesi dello sponsor “Polleria Osvaldo”, salito insieme al 46 sul gradino più alto del podio di Imola della 250cc. Quasi trent’anni dopo nessuno ci casca più, tutti sanno che Osvaldo è diventato Walter e che la Polleria ha lasciato spazio ad una Distilleria, ma nessuno lo dice ad alta voce, nessuno si arrende all’idea che Walter Distillati da qualche parte esista davvero e non sia solo il frutto della fantasia di un gruppo di ragazzi che non hanno mai smesso di sognare. Che dal loro vocabolario hanno cancellato la parola “fittizio”. Che nella loro testa ripeteranno più o meno lo stesso mantra: “Grazie a Walter che rende tutto ciò possibile. Grazie a Walter perché in fondo il suo supporto non è stato solo morale o finanziario, ma anche pratico. Ci ha sempre dato da bere, in fondo ci ha sempre fatto divertire”.

Nel 2024 la gara della categoria “Pro” del Walter Distillati regalò grandi emozioni. Dieci giri al cardiopalma in cui Valentino Rossi e Pecco Bagnaia sfilarono la leadership a Franco Morbidelli (che aveva ottenuto la pole position) e insieme a Federico Fuligni inscenarono una bagarre perpetua, condita da sportellate al limite, ruota a ruota ruvidi e tempi sul giro che ad ogni passaggio venivano limati in nome del record. Uno dei temi più chiacchierati fu quello del “peso minimo”, con i protagonisti che in maniera quasi grottesca attuarono qualsiasi stratagemma per gareggiare senza inutili zavorre e - al contempo - si ingegnarono per non “passare di là”, ovvero scendere al sotto del parametro stabilito ed essere costretti a scontare una penalità sulla griglia di partenza (cosa che accadde al “troppo leggero” Federico Fuligni). Valentino dovette togliersi la tuta ignifuga e guidare in pantaloncini corti per guadagnare un chilo, Bezzecchi si sfilò addirittura le mutande sotto ai calzoncini per rosicchiare qualche etto che poi inevitabilmente si traduce in centesimi, millesimi cruciali nel momento che conta.

Quest’anno sembra che Valentino abbia dato la precedenza ai compiti mediatici, mettendo in secondo piano il suo ruolo di pilota e competitor. Nelle foto ufficiali pubblicate sui social dalla VR46 RIders Academy il Dottore compare a più riprese in maglietta bianca e con un microfono in mano. Quasi sicuramente avrà affiancato l’inviato Mauro Sanchini per infiocchettare il filmato di approfondimento che dovrebbe uscire a breve sui canali ufficiali dei ragazzi di Tavullia. Cresce la curiosità per scoprire l’andamento della competizione riservata alla categoria AM (piloti non professionisti), in cui sarebbe bello assistere a Cesare Cremonini e Albi Tebaldi che non rinunciano a tirarsi qualche staccata. Per quanto riguarda le cose formali, invece, Marco Bezzecchi dopo lo show della scorsa edizione è sceso in pista con il casco che più si addice a questa manifestazione: “Sburoni si nasce” - grafica speciale utilizzata dal Bez a Misano 2023 e ispirata ad uno degli slogan di Giuseppe Giacobazzi.

Stando alla cronaca, invece, le immagini che trapelano lasciano pochi dubbi: il Trofeo Walter Distillati per la terza volta consecutiva è stato alzato da Pecco Bagnaia, padrone assoluto della competizione. Sorridente, occhi vivi e vivaci, un pizzico di sudore sulla fronte, una soddisfazione mista a rilassatezza nel linguaggio del corpo. La sensazione è che, in un periodo non esattamente felice della carriera del ragazzo di Chivasso, non potesse esistere allenamento migliore della tradizione serata sui kart di Misanino. Sul podio, insieme a lui, Marco Bezzecchi e Federico Fuligni. Premio giro veloce per Luca Marini, che in pieno stile Formula 1 si è portato a casa una gomma in miniatura e che poi, al momento della foto di gruppo, non ha esitato a sbocciare a tradimento una bottiglia di spumante per innaffiare l’allegra compagnia con spruzzi di bollicine felici. Tutto offerto da Walter, ovviamente. Grazie Walter.