Yamaha è in piena rivoluzione. Eppure nonostante un nuovo team satellite, nuovi dirigenti, più forza lavoro e un test team rivisto la crisi di risultati continua a essere lì, nauseante e persistente come il cattivo odore in ascensore. Il GP d’Ungheria ha portato anche qualcosa di buono, come racconta Paolo Pavesio (Managing Director di Yamaha) in un video dopo la gara: Fabio Quartararo, dice, ha chiuso con un decimo posto e senza il long lap penalty - ricevuto per aver tamponato Bastianini nella Sprint - avrebbe potuto essere qualcosa di meglio. Fa poi una carezza a Miguel Oliveira, che di fatto lascerà il suo posto in Yamaha a fine stagione a Toprak Razgatlioglu.
La notizia però è a fine messaggio: “Per Misano, stiamo puntando ad avere Augusto Fernandez in gara con noi per la prima volta con la M1 equipaggiata dal motore V4. Questa è una grande anteprima e un segno concreto del nostro impegno per il futuro mentre continuiamo a spingere per tirare fuori il meglio ad ogni weekend di gara”.
Un modo pulito per dire che le richieste pressanti di Fabio Quartararo, che continua a chiedere più lavoro sul V4, sono state esaudite. Il francese, dopo il GP, si è sfogato in sala stampa parlando del fatto che Yamaha dovrebbe lavorare con più attenzione su di un progetto solo, perché “Inutile farne due quando non te ne riesce bene neanche una”, riferendosi chiaramente al motore quattro in linea e al nuovo propulsore.
La verità però è che il motore - già testato più volte in giornate di test privati - non risolverà i problemi della Yamaha, che poi è esattamente la battuta che faceva Luca Marini lo scorso anno: “Noi il V4 lo abbiamo già, eppure siamo comunque pieni di problemi”. Il nuovo motore permette di costruire una moto più stretta e di distribuire diversamente pesi, ingombri e componenti, ma queste sono tutte cose che vanno fatte: un nuovo telaio, un forcellone rivisto, un modo diverso di posizionare i sensori e via dicendo. Ecco perché a Misano, quando Augusto Fernandez porterà al debutto il nuovo propulsore - che per la maggior parte delle persone è difficile da distinguere anche a livello sonoro - sarà dura vedere dei miglioramenti. Certo, Quartararo ha le sue ragioni: se Yamaha ha deciso di provare il V4, tanto vale crederci fino in fondo e dirottare lì le attenzioni del team di sviluppo.

Eppure c’è da scommettere che le aspettative di Fabio, nel momento in cui aveva firmato un contratto per 12 milioni di euro a stagione, tra i più alti della MotoGP, erano diverse, al netto dello stipendio faraonico offerto dai giapponesi. Lui si presenta ogni fine settimana con un orologio nuovo e più lussuoso del precedente, ultimo dei quali un brillantissimo Audemars Piguet in oro bianco, tempestato di diamanti e pietre preziose dal valore di un appartamento che è difficile non notare e che fa pensare all’ennesima consolazione per quei risultati che non arrivano. Eppure neanche orologi così riescono a far passare più in fretta il tempo e tutto sommato per asciugarsi le lacrime non basta il denaro.
È giusto che ogni casa abbia il suo campione, è anzi fondamentale per migliorare lo spettacolo e Dorna lo sa, motivo per cui difficilmente lascerà che il francese si trovi un altra sistemazione. Di questo passo però, il rischio si fa sempre più concreto: a scorrere più in fretta è il tempo di Yamaha.

