Due decimi a Lando Norris e mezzo secondo a Max Verstappen, rispettivamente secondo e terzo, un secondo e due a George Russell, ottavo. Nonostante le difficoltà della mattinata dovute a un setup completamente sbagliato scelto da Mercedes per le due W17, il venerdì di Kimi Antonelli a Spa si chiude come ormai da tradizione. Nettamente il più veloce di tutti sul giro secco, ma anche il migliore nelle simulazioni di passo gara. Sembra non esserci storia, nemmeno in Belgio.
Fa la differenza sugli avversari, dimostra come la sua Mercedes sia la miglior macchina in pista e, soprattutto, distrugge il suo compagno di squadra che, nonostante un ritmo gara non lontano, paga un gap impressionante al termine delle FP2. In base a quanto visto nel venerdì, sembra chiaro a tutti come in vista del fine settimana sia il favorito assoluto: McLaren e Red Bull si sono avvicinate rispetto alle scorse gare, ma il distacco c’è e non è poco, la Ferrari è lontana e il compagno di squadra è costretto a rincorrere anche stavolta. Meglio di così, pur considerando le fatiche di inizio giornata, non poteva cominciare.
“Abbiamo ribaltato completamente la macchina perché in FP1 abbiamo faticato molto, più del previsto”, ha raccontato Kimi alla stampa una volta rientrato nel paddock. “Il cambiamento è stato positivo, ma ovviamente c’è ancora tanto lavoro da fare perché la Red Bull è veloce, la McLaren era lì davanti, quindi serve mettere tutto insieme”.
A farlo sorridere c’è soprattutto il ritmo impresso nei long run della seconda sessione, il più veloce visto fin qui, nonostante lui rimarchi di dover ancora lavorare: “Sul passo gara mi sono sentito molto forte. La macchina è cambiata parecchio tra le due sessioni, quindi ci sarà molto da fare durante la notte per essere pronti per domani e per domenica”.
Di cambiamenti ce ne sono stati, ma alla fine il risultato è sempre lo stesso e lui non si accontenta perché vuole fare addirittura meglio di così. È l’ennesima conferma di uno stato di forma totale che ormai prescinde da pista o condizioni: Kimi Antonelli c’è, sempre. E soprattutto, non sta davanti soltanto quando la W17 è imprendibile, ma anche quando gli avversari provano a mettere pressione, mostrandosi sempre più solido e in grado di avere la situazione completamente sotto controllo. Tutto ciò che serve per lottare per il Mondiale, insomma.
Al momento anche per quello è il favorito e non ci sono più dubbi né timori nell’affermarlo, perché è lui a dimostrarlo ogni volta che scende in pista. Entra, attacca e sbaglia pochissimo, nonostante nella giornata di giovedì si sia dato come voto “solo” un otto e mezzo su dieci per queste prime nove gare di 2026, elencando qualche sbavatura su cui ha dovuto lavorare. Lo ha fatto benissimo e risultati sono sotto gli occhi di tutti.
A 19 anni, è il più giovane a lottare per un mondiale dai tempi di Hamilton in McLaren. Un qualcosa che soltanto dodici mesi fa sembrava impensabile ma che, ormai, non è nemmeno più sorprendente. Questo ragazzo è puro spettacolo.