Il 2026 di Max Verstappen continua a girare storto. Anche lontano dalla F1, dove una Red Bull in difficoltà lo costringe a lottare lontano dalle primissime posizioni. Questo fine settimana l’olandese è sceso in pista al Nurburgring per le qualificazioni in vista della 24 Ore di maggio e anche all’Inferno Verde i problemi l’hanno perseguitato, negandogli un potenziale successo.
Dopo l’annullamento di Gara 1, stoppata a causa di un incidente che è costato la vita al pilota 66enne Juha Miettinen, in Gara 2 a mettersi di traverso tra l’equipaggio del Verstappen.com Racing e la vittoria è stato un problema allo splitter anteriore della Mercedes AMG GT3, con Max obbligato a rientrare ai box per una lunga sosta mentre si trovava in testa con ben trenta secondi di vantaggio sul primo dei rivali. Tutto azzerato, o quasi.
Dopo la squalifica dell’ultima apparizione al Ring, arrivata per un errore procedurale del team, ecco il problema tecnico. Eppure, togliendo il finale, la gara era stata uno spettacolo. Scattato dalla quinta casella, Max aveva prima recuperato posizioni, poi preso la testa della corsa costruendo giro dopo giro un margine sempre più ampio sugli avversari.
Nel mezzo, invece, il solito show tipico dell’olandese: un sorpasso al limite in ingresso di corsia box, poi il duello ruota a ruota con l’Audi di Christopher Haase, con cui c’era già stato un confronto serrato qualche settimana fa.
Il tedesco prende la scia di Max e lo affianca in rettilineo, per svariati metri, l’olandese gli risponde tirando una staccata delle sue e costringendo Haase a rinunciare al sorpasso.
È il solito Max, quello che lontano dalla F1 si diverte eccome, anche perché al Nurburgring si corre come piace a lui: la tattica e la gestione ci sono, ma non sono tutto. Ci sono i momenti di studio dell’avversario, le battaglie e persino le sportellate, i sorpassi al limite. Gli stessi che in questo momento nel circus mancano spesso a causa della gestione della batteria e da un regolamento che lascia poco spazio all’istinto.
Al Ring non ha vinto, ma ha lasciato ancora il segno. Come sempre. Adesso l'appuntamento è la 24 Ore, in programma tra i Gran Premi di Miami e Canada, dal 14 al 17 maggio.
Lì il format è diverso e per vincere non serviranno solo velocità e sorpassi. È necessario in primis non commettere errori, poi che tutto giri per il verso giusto. E chissà che, allora, non possa essere quella l’occasione per un ennesimo appuntamento con la storia.