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Verstappen furioso dopo
la Virtual 24 Le Mans insulta gli
organizzatori: ma non si era calmato?

  • di Gianmarco Aimi Gianmarco Aimi

16 gennaio 2023

Verstappen furioso dopo la Virtual 24 Le Mans insulta gli organizzatori: ma non si era calmato?
Max Verstappen si era preparato due mesi ma diversi problemi di connessione lo hanno costretto ad abbandonare la gara in cui era in testa. E il pilota della Red Bull è scattato: “Che pagliacci. Non parteciperò mai più e cancellerò subito il gioco...”. Meno male che doveva essere più calmo rispetto al passato...

di Gianmarco Aimi Gianmarco Aimi

Quando vinci due mondiali di Formula 1 non accetti di arrivare secondo neppure in un videogame. È successo alla 24 Ore di Le Mans virtuale, con Max Verstappen che ha mandato tutti a quel paese dopo aver perso l’ultima gara, nella quale era in vantaggio, per problemi tecnici. È in quel momento che ha sbottato: “Che pagliacci, ci siamo preparati per due mesi per questa corsa e questo è il livello dell’organizzazione? Non parteciperò mai più e cancellerò subito il gioco, almeno libererò un po’ di spazio sul computer. Invito tutti a fare altrettanto. Non credo che una roba del genere possa essere chiamato un evento o una corsa, è uno scherzo, già in precedenza c’è stata una bandiera rossa per cercare di gestire problemi al server con i partecipanti che venivano improvvisamente buttati fuori dalla gara senza alcuna responsabilità”.

Il pilota della Red Bull nel momento migliore della gara era in testa, insieme al suo team formato da Diogo Pinto, Luke Browning e Jeffrey Rietveld del team Redline e alla guida della vettura #1 iscritta alla classe LMP1. Con 1 mimnuto di vantaggio sugli inseguitori la vittorioa sembrava ormai cosa fatta, ma la disconnessione lo ha costretto a ritardare di due giri. E così, al terzo problema tecnico, Verstappen e i suoi compagni hanno deciso di abbandonare e l'olandese non le ha certo mandate a dire agli organizzatori della Le Mans virtuale. Una grande delusione per il due volte campione del mondo, visto che all’esordio aveva spiegato di essersi preparato a lungo per la competizione al simulatore (a quanto pare due mesi), sia in condizioni di pioggia che di asciutto e a diverse temperature. Il tutto per trovare l’assetto ideale in ogni condizione e non dover abbandonare come fece un anno fa perché non trovò l’assetto ideale. L’incidente del pilota della Red Bull, comunque, conferma quanto sia alto il livello di competitività di queste gare, che saranno anche virtuali ma tutti i partecipanti vogliono vincere realmente.

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