Franco Morbidelli parla con calma, e non perché ne abbia poca voglia: gli piace scegliere le parole con cura e lo fa ogni volta che può. Abbiamo passato una ventina di minuti con lui parlando di tutto, da queste MotoGP a fine sviluppo - da cui è difficile aspettarsi grosse sorprese - al delicato momento sociale e politico che stiamo vivendo nel mondo. Nel mezzo, tutta la sincerità di uno dei piloti più onesti che ci siano in griglia: “Siamo tutti i soli e gli unici”, dice all’inizio. E non parla soltanto dei piloti, per quanto più tardi sceglie di concedere un’eccezione a Michael Jackson.
Franco racconta l’incidente di Valencia con Aleix Espargarò, il mondiale sfuggito per un pugno di punti, il rapporto con la mamma Cristina che lo mise alla prova da bambino e quello con la compagna, Francesca, con cui sta assieme da una dozzina d’anni, che ha contagiato con la samba. E poi il mercato piloti e la Superbike: un sogno da bambino che è riuscito a surclassare a forza di risultati, sacrificio, le giuste fortune. Franco Morbidelli sa bene dov’è adesso e cosa serve per rimanerci. Dura, ma non impossibile. Impossibile sarebbe stato, per il ragazzo che era 15 anni fa, arrivare nel motomondiale e vincere un titolo nella classe di mezzo.
Ecco perché, dice lui, questa carriera è scritta dai risultati.
[VIDEO] Franco Morbidelli a MOW: “Il mio film era arrivare in Superbike. La VR46? Si pretende molto. Mia madre? Mi ha messo alla prova”.
Venti minuti con Franco Morbidelli per parlare di tutto. La pressione in MotoGP, il mercato piloti (“per quelli che hanno fatto schifo come me, che ho chiuso settimo”), la famiglia, le aspettative sulla VR46 Academy e le possibilità di un futuro in Superbike, per quello che è stato a lungo il suo sogno. Il video