È successo di tutto ma, alla fine, a tagliare per prima il traguardo a Zandvoort è sempre una McLaren, con Oscar Piastri che in Olanda fa il colpaccio. L’australiano comanda la gara dalla prima all’ultima curva, ma a pesare è soprattutto il ritiro clamoroso di Lando Norris che, a cinque giri dalla bandiera a scacchi, è costretto a parcheggiare la sua MCL39 dopo una perdita di olio. Una mazzata per Lando, che già al termine delle qualifiche aveva incassato un duro colpo dopo aver dominato ogni sessione del fine settimana, mentre per Piastri si concretizza lo scenario perfetto per tentare una prima fuga Mondiale, con adesso 34 punti di vantaggio sul proprio diretto avversario nella corsa al titolo.

Alle spalle della McLaren #81 c’è Max Verstappen, il padrone di casa che, davanti alla marea orange, è miracolato per ben due volte. La prima al via, perché dopo una super partenza nel difendersi dal ritorno di Norris perde il controllo della sua Red Bull e, dopo una prima scodata, in extremis riesce a riprenderne il controllo. Poi, quando sembrava ormai destinato al terzo posto, ecco che la McLaren di Norris inizia a fumare: l’olandese lo passa e ringrazia, conquistando un secondo posto insperato dopo un inizio di fine settimana complicatissimo.
C’è però un pilota che, forse ancor più di Oscar e Max, nel vedere la MCL39 numero 4 fermarsi, ha sorriso dietro la visiera: è Isack Hadjar che, dopo una qualifica e una gara superlativa, con la sua Racing Bulls conquista il primo podio in carriera, ciliegina sulla torta per un weekend da incorniciare. Mai una sbavatura, solidissimo in partenza e nella gestione di gara, con un regalo tutto da festeggiare. E adesso, dopo l’ennesima dimostrazione di forza, sogna il sedile dell’altra Red Bull, quella di Yuki Tsunoda, nono alla bandiera a scacchi: una beffa anche per il giapponese che, al suo miglior fine settimana con i colori del team di Milton Keynes, vede il rookie francese festeggiare sul podio.
Quarto è George Russell, che approfitta del caos dopo una gara incolore: prima è sverniciato da Charles Leclerc in Curva 3 al primo giro, poi sbeffeggiato dallo stesso monegasco che, all’esterno di Curva 10, lo sorprende e lo sorpassa senza possibilità di replica al giro 33. Un capolavoro, anzi due contando anche il sorpasso di Curva 3 del primo giro: eppure, nonostante l’ennesima prova di forza realizzata, per Charles è una gara da lasciarsi alle spalle, con Kimi Antonelli che lo ha messo KO al giro 53. Un errore, con l’italiano che ha provato il sorpasso in entrata di Curva 3 potendo approfittare di gomme più calde rispetto a quelle del pilota Ferrari, appena rientrato dopo la sosta ai box, ma finendo per colpirlo in pieno. Un incidente che pagherà con 10 secondi di penalità, di fatto vanificando gli sforzi di una gara che lo aveva visto risalire dall’undicesima alla sesta posizione. Al traguardo è 14°, archiviando un altro fine settimana complicato.
Ferrari, però, il round di Zandvoort non può che dimenticarlo, con anche la gara di Lewis Hamilton terminata contro le barriere al giro 10, sempre in Curva 3, con il sette volte campione del Mondo che, una volta perso il controllo della sua SF-25 in entrata di curva, non ha potuto più fare nulla. E il risultato finale parla chiaro: zero punti in classifica, dopo già un venerdì e un sabato da dimenticare.

Ringraziano il caos Alex Albon, Oliver Bearman e Lance Stroll, rispettivamente quinto, sesto e settimo, seguiti da Fernando Alonso, Yuki Tsunoda ed Esteban Ocon: e se Williams sorride a metà, con Carlos Sainz (13°) coinvolto in un incidente con Liam Lawson (12°), Aston Martin e Haas la gara se la godono tutta, conquistando dei punti pesantissimi per la classifica costruttori. A un passo dalla zona punti Franco Colapinto, undicesimo, primo dei piloti Alpine con Pierre Gasly solo sedicesimo. Chi non sorride per niente, invece, questa volta è la Sauber: Nico Hulkenberg chiude quindicesimo, Gabriel Bortoleto diciassettesimo e ultimo. Una gara pazza dall’inizio alla fine con tanto di pioggerellina a minacciare le strategie delle squadre, ma con sempre e solo una certezza: a tagliare per prima il traguardo è una McLaren, per la dodicesima volta in stagione. E adesso c’è Monza, con la settimana santa ormai alle porte…
