"Con questi miserabili non c’è nessun onore. Basterebbe tirare lo sciacquone". Firmato: Roberto Hamza Piccardo. No, non un troll qualunque. Ma uno dei fondatori dell’UCOII, l’Unione delle Comunità Islamiche in Italia, nonché figura chiave nell’Islam europeo. E no, non è nemmeno l'unico commento di questo genere contro Il Tempo. Solo uno degli ultimo. Perché, a quanto pare, un’inchiesta giornalistica sui rapporti tra Hamas e la politica è bastata a far innervosire chi da anni è tra i volti più ascoltati dell’Islam italiano. Piccardo è il promotore della campagna “Corano gratis” attraverso la casa editrice Edizioni Al Hikma, con cui sono state già spedite, a suo dire, oltre 40mila copie del testo sacro tradotto in italiano, tramite il libro Vita del Profeta Muhammad. Un progetto che non è piaciuto a molti, soprattutto dopo che ci si è chiesti chi lo finanziasse. E mentre Il Tempo e Libero indagano, Piccardo risponde con insulti social, parole ambigue e una promessa dai toni sarcastici: “Annuncio ufficialmente che manderemo una copia a Libero, Il Tempo, Il Giornale, a tutti quanti i giornali che ci amano, così potranno godere anche loro di questa grande benedizione”.

Una "benedizione" spedita in piego libri, per risparmiare. Ma dietro l’ironia si leggono toni che sanno di minaccia. Minacciata anche la nostra giornalista Giulia Sorrentino, firma de Il Tempo, che ha curato alcuni degli articoli scomodi sul tema. Tra i commenti sotto i post di Piccardo, intanto, spunta roba tipo: “Non pensare che Allah sia disattento a quello che fanno i miscredenti. Che Allah li castighi questi criminali”. La faccenda è già finita all’attenzione della politica. Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, e Marco Scurria (FDI) hanno chiesto alle istituzioni di vigilare: “Bisogna verificare le finalità reali di certe organizzazioni, che rischiano di incentivare il radicalismo islamico”. Piccardo non è nuovo alla polemica. Eppure in un video su Facebook prova ad abbassare i toni, salvo poi ricondividere un articolo del sito “La Luce” (gestito dai figli Davide e Gabriele Piccardo, quest’ultimo anche consigliere UCOII), intitolato Libertà sotto attacco. Un gioco di specchi dove chi fa domande è il persecutore, e chi si sente colpito si rifugia sotto l’ombrello del vittimismo religioso. Il problema? In mezzo c’è un uomo che da decenni parla a nome di milioni di musulmani italiani, con una credibilità che pesa. Per ora nessuna smentita, nessuna rettifica. Solo un Corano spedito per posta e qualche insulto dal sapore teocratico.

