Non è un saggio storico su Prato, o almeno, non è solo questo. “Pratown. Nella capitale cinese d'Italia”di Jonathan Targetti è uno dei libri più originali e interessanti usciti negli ultimi anni nel desolante e piatto panorama editoriale italiano. È un reportage, pubblicato da il Millimetro che passa in rassegna luci e ombre di una provincia toscana cresciuta in simbiosi con la Cina, ma è anche il ritratto sociale, economico e quotidiano di una città di appena 200.000 abitanti che ospita, con circa 35.000 residenti, la più grande comunità cinese del continente dopo Londra e Parigi (che però di abitanti ne contano diversi milioni in più). Certo, esiste la retorica che enfatizza l'imprenditoria multietnica di Prato, ma esistono anche importanti zone grige che pochi hanno il coraggio di raccontare. Lo ha fatto Targetti parlando dell'industria tessile pratese, delle filiere produttive opache, della “guerra delle grucce”, del malaffare, dei soldi movimentati dai sistemi bancari paralleli. Il minimo comune denominatore? Una mafia “fluida ma capillare” che regola la vita economica locale. Di questo e tanto altro abbiamo parlato con Jonathan Targetti, che il 28 marzo, alle ore 11:00, presenterà il suo libro presso il teatro Il Garibaldi - Milleventi di Prato.
Partiamo con la domanda più gettonata di tutte: perché prato e considerata la capitale cinese d’Italia?
Con i suoi quasi 35.000 cinesi regolarmente residenti, Prato è la città italiana con la più alta presenza di cittadini orientali. E oltre all’aspetto demografico, ce ne è anche uno macroeconomico. Delle 8.000 aziende presenti sul territorio che si occupano di tessile, moda e confezione, più di 5.000 sono a conduzione cinese. Questi numeri danno la misura del fenomeno nella sua dimensione.
Cos’ha la Chinatown di Prato di diverso rispetto alle altre d’Italia e del resto d’Europa?
Mentre altrove si sono radicati occupandosi di terziario con bar, ristoranti e attività commerciali al dettaglio, qui a Prato si sono affermati nel comparto manifatturiero con la confezione di capi a basso costo. Il pil che la Chinatown pratese produce ogni giorno non è paragonabile a quello di altre Chinatown europee.
La presenza cinese porta luci e ombre all’industria locale. E allora, quali sono le luci e quali le ombre?
Le ombre sono rappresentate dai tanti episodi di sfruttamento e di illegalità denunciati nel corso degli anni e sui quali si è fatto davvero poco finora. Mezza Europa viene quotidianamente a comprare nei pronto moda cinesi capi a pochissimi euro. Questo è possibile soltanto con filiere illegali che rappresentano un cancro per la nostra città. Pensate che per ogni euro di prodotto finale di abbigliamento venduto e prodotto da queste parole, a Prato rimangono meno di 5 centesimi in termini di valore generato con 2,6 centesimi al comparto tessile e 2,1 centesimi ai pronto moda. Le luci sono rappresentate più che altre dalle opportunità non ancora sfruttate: sia quelle economiche, perché i cinesi di fatto hanno completato una filiere, che quelle culturali, come il Capodanno Cinese che potrebbe diventare un asset strategico a livello turistico.
Malaffare, zone grigie, Triadi: le cronache hanno parlato, parlano e probabilmente parleranno ancora di queste tematiche. Ma com’è la situazione criminalità di Prato legata alla presenza cinese?
Pesante. Nelle ultime settimana la Polizia Locale di Prato ha arrestato un commando cinese composto da cinque persone che sono state trovate in possesso di una pistola e di materiale esplosivo. È in corso una guerra per il controllo della logistica del territorio e Prato è diventato ovviamente epicentro europeo di questa lotta. Ai pratesi arriva poco, perché è come se i cinesi vivessero in una dimensione parallela.
Nel libro parla di un sistema bancario parallelo. Come funziona?
Puoi entrare tranquillamente in Chinatown in una rosticceria cinese usata come copertura, mandare 50.000 euro in contanti a Shanghai e, dall’altra parte del pianeta, con un sistema praticamente di vasi comunicanti, un cinese riceve il denaro che hai verso a Prato senza che il denaro si sia fisicamente mosso. Esiste un vero e proprio sistema bancario parallelo, che funziona benissimo peraltro, e che serve anche ad eludere il fisco italiano. I cinesi hanno costruito un sistema che funziona meglio di quello italiano. Più pratico, più veloce e più sicuro per loro.
Come agisce la mafia cinese?
Come tutte le altre mafie. Controllo del territorio, intimidazioni, potere, business e purtroppo, recentemente, sembra anche rapporti con esponenti della politica locale e delle istituzioni.
Proprio su questo, diversi mesi fa l’ex capo della Dda di Firenze, Spiezia ,ha lanciato un allarme...
L’allarme lanciato da Spiezia prima della visita a Prato di Piantedosi è drammatico e preoccupante. Confermando l’esistenza di indagini in corso per fare luce su eventuali rapporti tra malavita cinese ed esponenti politici locali, l’ex procuratore capo della Dda di Firenze ha messo in discussione praticamente tutta l’intera classe dirigente locale degli ultimi dieci anni. Spero che sviluppi possano arrivare presto, perché tra poco i pratesi saranno chiamanti al voto dopo il primo commissariamento della storia della città.
L’inchiesta che ha portato alle dimissioni di Bugetti e al conseguente commissariamento del Comune partono proprio da un filone di inchiesta della Dda di Firenze che indagava sui rapporti tra malavita cinese, imprenditori del territorio e forze dell’ordine...
Guardi, non sono mai entrato nel merito di questa vicenda per rispetto delle persone che risultano ancora indagate, nonostante le gravi accuse mosse dalla Procura. Le dico solo che la nostra è una città ferita e smarrita per quanto accaduto. Ci vorranno anni per sistemare i cocci e non è detto che bastino. I pratesi hanno saputo sempre rialzarsi e lo faranno anche stavolta, ma il prezzo da pagare sarà altissimo e non sono certo che tutti siano disposti a pagarlo.
Come vede il futuro di Prato?
Continua ad essere una città con un potenziale inespresso enorme. Soltanto se i pratesi sapranno e vorranno voltare pagina questa rischia di diventare una delle città più importanti di tutta Europa. È qui che si proverà a riscrivere le regole del Made in Italy del futuro ed è sempre qui e non altrove che si dovranno affrontare e risolvere le contraddizioni di un fenomeno migratorio finora incontrollato. Come tutti i processi complessi, tocca alla politica anticiparli e governarli. Finora la politica ha fallito ma non è detto che non ci possa essere un riscatto collettivo per una città che avrebbe tante unicità.
Quali sono oggi le sfide della politica in una città come Prato?
Prima di tutto, riconquistare la fiducia della cittadinanza. Dopo mesi di inchieste, di scandali, di opacità e di ferite è arrivato il momento di voltare pagina. E il nuovo libro di questa città non potrà che raccontare una storia fatta legalità, integrazione e lavoro. Prato merita un riscatto epocale per uscire da una delle stagioni più complesse della sua storia recente.