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Pisto is Free

È successa una cosa gravissima. Un pm ha chiesto l’arresto di un giornalista. Se questo mondo vi va bene, questo è

Moreno Pisto

26 giugno 2026

Se ti va bene questo mondo, questo è. Ps: «Senza una stampa libera non vi è libertà, e senza libertà di stampa non esistono libere persone.» Sergio Pertini

È successa una cosa gravissima: un magistrato ha chiesto l'arresto per un giornalista. Certo, in mezzo ci sono molte cose, puoi pensarla come ti pare su Le Iene, su Antonino Monteleone (che ha molto nemici e un carattere spigoloso), sulla vicenda David Rossi in sé, ma la sostanza è questa, la roba gravissima è questa. Che in Italia, anno del Signore 2026, possa succedere questa cosa. Sulla stampa e la libertà di stampa in Italia dovremmo aprire un capitolo enorme, dovrebbe essere un tema centrale di qualsiasi politico e campagna elettorale. Invece niente. 

Invece stiamo permettendo un costante e continuo massacro al ruolo che compete alla stampa. Ci sono stati degli episodi più evidenti di altri, la veemenza con la quale Cipriani&friends si sono buttati su Il Fatto (250milioni di danni significa minacciare di ucciderlo, un giornale, e caro Marco, non fare il permaloso per quell'articolo su dove sareste finire a lavorare, a noi sulle notizie piace ballarci sopra), oppure la vicenda di cui stiamo parlando, ma la verità è che oramai tutti - aziende, privati, istituzioni - si permettono di utilizzare modi e toni intimidatori su questioni anche molto minime. È diventato una specie di gioco: tu mi critichi? tu dici qualcosa di storto? Ti diffido, ti querelo, ti rompo il cazzo. Poco conta se ho ragione o no, intanto ti faccio attivare i costi per gli avvocati, le assicurazioni, ti faccio perdere il tuo tempo a preparare il materiale per rispondere alle accuse e a parlare con i tuoi legali, insomma: intanto ti rompo il cazzo. Si chiama censura subdola. 

La notizia data sul Fatto della causa contro di loro per 250 milioni di dollari intentata dal gruppo Cipriani dopo l'inchiesta sulla grazia a Nicole Minetti
La notizia data sul Fatto della causa contro di loro per 250 milioni di dollari intentata dal gruppo Cipriani dopo l'inchiesta sulla grazia a Nicole Minetti

E dall'altra parte? Dall'altra parte il vuoto. Chi dovrebbe tutelare i giornalisti latita. Mi riferisco alla politica e all'Ordine. La politica latita per due motivi: 1) molti politici sono abili amanti della querela facile 2) sono proprio loro che, decreto dopo decreto, legge dopo legge, governo dopo governo, hanno reso i perimetri della libertà di stampa più limitati. L'Ordine invece latita perché contro questo scempio dovrebbe prendere una posizione forte. Così come dovrebbe prenderla sul tema del finanziamento pubblico ai giornali. Non si espone. Proprio adesso però è arrivato il momento di esporsi, di fare squadra, di portare il tema della libertà di stampa al centro del dibattito pubblico, perché va ripetuto (e ripeterlo è sempre una tristezza, dato che dovrebbe essere un concetto assodato): senza libertà di stampa non esistono libere persone. È un principio fondamentale. Per questo oggi ci vorrebbero una politica coraggiosa e un Ordine pronto a combattere. Ma a parte noi, di questa cosa, sembra fottere un cazzo a nessuno. A partire dai grandi gruppi editoriali (ché anche loro preferiscono evitare le rotture e poi con molte di quelle aziende e istituzioni ci vanno a cena). Però poi succede che un pm, nel 2026, in Italia, chieda addirittura l'arresto per un giornalista. Per  motivi oltretutto piuttosto discutibili (vai a leggere l'articolo dove spieghiamo bene tutto). Se ti va bene questo mondo, questo è. 

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