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18 gennaio 2022

Benzina e diesel, sempre più ostacoli: dal Parlamento europeo vogliono nuove restrizioni

  • di Marco Ciotola Marco Ciotola

18 gennaio 2022

Posto l’annunciato fermo definitivo delle vendite di auto a benzina, diesel, gpl e pure ibride nel 2035, potrebbero farsi ancora più restrittive le tappe intermedie del percorso introdotto da Bruxelles per arrivare a 0 emissioni di CO2 dalla mobilità
Benzina e diesel, sempre più ostacoli: dal Parlamento europeo vogliono nuove restrizioni

Potrebbe inasprirsi ulteriormente la corsa all’obiettivo zero emissioni di CO2 dalla mobilità entro il 2035. La proposta, che fa seguito al già annunciato stop alla vendita di auto a benzina, diesel, gpl e pure ibride, arriva dall’europarlamentare olandese Jan Huitema, e pare indirizzata in tutto e per tutto a una decisa accelerata delle percentuali di riduzione che la Commissione europea ha presentato nel luglio 2021, strutturandole in obiettivi provvisori divisi per i prossimi 14 anni.

Proprio quei target provvisori devono farsi più stringenti per Huitema, che dopo formale deposito della sua proposta in commissione ambiente all’Europarlamento ne ha elencato su Twitter motivazioni e tratti principali, che sembrerebbero spingere per un -25% di CO2 per le auto nuove entro il 2025, un -45% per il 2027 e un -75% per il 2030. Si tratterebbe di un deciso inasprimento delle tappe intermedie contenute nel cosiddetto pacchetto “Fit for 55” arrivato la scorsa estate da Bruxelles.

“Oggi ho presentato il mio progetto alla commissione per l'ambiente del Parlamento europeo – ha scritto Huitema su Twitter – in cui chiedo una più rapida riduzione delle emissioni di CO2 derivanti da automobili e furgoni. Dall'European Climate Act è emersa la decisione di ridurre le emissioni di CO2 del 55%, e le emissioni dei trasporti svolgono un ruolo cruciale in questo […] circa un quinto delle emissioni di CO2 europee proviene dal trasporto su strada. Il 70% di queste proviene da auto e furgoni. Guidare meno per me non è la soluzione, la soluzione è farlo in maniera più “pulita”. Piuttosto che scoraggiare la guida con una tassa europea sulla CO2, mi sto concentrando sull'innovazione, vale a dire stimolare lo sviluppo di auto pulite […] Inasprendo gli standard di CO2, i produttori sono incoraggiati a sviluppare automobili green; di conseguenza, queste diventano più economiche e disponibili con sempre maggiore rapidità. Una vittoria per il clima e per il mercato automobilistico!”

Sarà proprio così?

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