Alì Agca, l'uomo che nel 1981 tentò di assassinare Papa Giovanni Paolo II, torna a parlare del caso di Emanuela Orlandi, la quindicenne cittadina vaticana scomparsa nel 1983 e diventata simbolo di uno dei misteri più oscuri della cronaca italiana. In un nuovo video, inviato dalla Turchia, l’ex Lupo Grigio non solo ribadisce le sue teorie sul rapimento della ragazza, ma apre nuovi scenari legati agli spionaggi internazionali e alla Guerra Fredda, rivelando dettagli inediti e inquietanti. Nel video, Agca torna a sostenere che dietro la scomparsa di Emanuela Orlandi non ci sarebbe stata solo la criminalità romana, ma anche una vasta rete di complicità tra i servizi segreti italiani, la CIA e i servizi vaticani. Secondo Agca, la ragazza sarebbe stata sequestrata da uomini dell'“Entità” (così viene definito il servizio segreto vaticano), con la complicità di agenti della CIA e dei servizi segreti italiani. Un coinvolgimento che, secondo Agca, non si limita al contesto nazionale, ma si intreccia con le dinamiche geopolitiche dell’epoca, con implicazioni che toccano anche la Bulgaria e la Guerra Fredda. Una delle rivelazioni più scioccanti riguarda il presunto coinvolgimento di Theodor Hlebaroff, un richiedente asilo bulgaro in Vaticano, che secondo Agca avrebbe avuto un ruolo nel rapimento. Il suo nome emerge grazie a documenti desecretati, che fanno luce su possibili legami con i servizi segreti bulgari. In particolare, l'ex Lupo Grigio sottolinea che la voce di Hlebaroff potrebbe essere stata registrata nell’audio delle sevizie inviato all’ANSA nel luglio 1983, un ulteriore elemento che sembra suggellare la complessità del caso.


Agca, che non ha mai nascosto le sue convinzioni sul coinvolgimento dei servizi segreti vaticani, inserisce la scomparsa di Emanuela Orlandi nel contesto della Guerra Fredda. Sostiene infatti che il rapimento di Emanuela sarebbe stato operato da una “manovalanza” simile a quella che rapì nel 1985 il colonnello Vitaly Yurchenko, un alto ufficiale del KGB, anche lui sequestrato in Vaticano. Agca sostiene che Yurchenko, durante la sua detenzione, sarebbe stato “stordito e rapito” dai servizi segreti vaticani, insieme alla CIA e ai servizi italiani, prima di essere portato negli Stati Uniti. L’operazione sarebbe stata autorizzata dal presidente americano Ronald Reagan e benedetta dal Papa polacco Giovanni Paolo II, il quale, secondo Agca, avrebbe avuto il ruolo di tessere i legami tra l'Occidente e i regimi di quei tempi. Il rapimento di Emanuela, secondo Agca, sarebbe stato una mossa simile, con il coinvolgimento di un numero ristretto di persone nei vertici dei servizi segreti italiani e vaticani. Emanuela, la quale sarebbe ora conosciuta come "suor Emanuela di Fatima", secondo lui sarebbe ancora viva e nascosta in un convento di clausura, da dove non tornerà mai più. Nonostante questa previsione tragica, Agca si dice certo che la ragazza stia bene e che, con l’intervento di Papa Francesco, la verità potrebbe finalmente venire a galla. Nel frattempo, la Commissione bicamerale d'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi non ha ancora convocato Alì Agca, nonostante le sue ripetute richieste. Il vicepresidente della Commissione, Roberto Morassut, ha dichiarato a Fanpage.it che Agca non è considerato una fonte affidabile, e che non è ancora stato ritenuto opportuno convocarlo. Un episodio parallelo riguarda Sabrina Callitti, ex compagna di scuola di Emanuela Orlandi, che avrebbe dovuto essere sentita dalla Commissione, ma ha annullato all’ultimo la sua audizione per motivi personali, citando il forte stress derivante dall’esposizione mediatica. Un fatto che De Priamo, presidente della Commissione, ha definito “grave”, anche perché la donna non ha un indicato un’altra data in cui poter essere ascoltata. È la prima volta che dall’insediamento della Commissione capita un fatto simile, che ci sia bisogno di ricorrere ai poteri di accompagnamento coatto?

