Era infreddolita e ben coperta: ma, evidentemente, pure fuori posto nel modo, visto che la sua presenza è rimasta impressa proprio perché inusuale. Annabella Martinelli, ventidue anni, studentessa di Giurisprudenza, era, appunto, “infreddolita ma ben coperta” nella pizzeria Dove Come Quando di Salvezzano Dentro. S’era appena fatta circa mezz’ora di strada in sella a una bicicletta rosa nel freddo della notte dell’hinterland padovano. È da qui che iniziano a prendere forma le prime testimonianze sugli ultimi avvistamenti della ragazza, uscita di casa la sera del 6 gennaio e mai più rientrata.
A parlare è il proprietario della pizzeria, ultima tappa certa prima che Annabella svanisse. “Lei non era una nostra cliente abituale e non l’avevo mai vista – racconta - Ha ordinato le pizze con una normale telefonata, poi è passata a prenderle. La ricordo perché quella sera avevamo lavorato molto bene nella fascia oraria della cena e a quell’ora non c’erano persone in attesa, né per i tavoli né per l’asporto. Abbiamo chiuso alle 23”. Poche persone, dunque, e una scena apparentemente ordinaria. “Avrà ordinato un quarto d’ora prima delle 22 – continua – ed è passata intorno alle 22, 22.10. Non ricordo come abbia pagato, c’era il mio dipendente alla cassa. È rimasta pochi minuti, le pizze erano già pronte. Era incappucciata e molto infreddolita. Non so dire con che mezzo si sia allontanata, se a piedi, in bicicletta o in auto”.
La pizzeria si affaccia sulla via Euganea, l’arteria che da un lato conduce verso Padova e dall’altro porta a Teolo e ai Colli Euganei, proprio nella direzione in cui Annabella si sarebbe incamminata. È lì che si concentrano le ricerche. A confermare l’allontanamento in bicicletta sono state le telecamere di sorveglianza, che la riprendono sola, incappucciata, con due cartoni di pizza sistemati sul portapacchi. Ed è proprio quella seconda pizza a catalizzare ora l’attenzione degli inquirenti, che hanno aperto un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona. Per chi era destinata? Una domanda che pesa più di quanto sembri e che potrebbe rappresentare una chiave decisiva.
Ma il titolare della pizzeria potrebbe non essere l’ultima persona ad aver visto Annabella Martinelli. Nelle ultime ore è infatti emersa un’altra testimonianza, quella di una ragazza che l’avrebbe incrociata tra le 23.15 e le 23.30 lungo la strada verso Teolo. “Le ho chiesto se avesse bisogno di qualcosa, se la catena fosse caduta o se volesse un passaggio”, ha raccontato a Il Mattino di Padova. “C’era buio, freddo e un po’ di foschia, la classica sera da lupi. Dopo il primo tornante, lasciandomi alle spalle l’autovelox, ho visto una sagoma sul ciglio della strada, nella mia stessa direzione. Andavo piano e ho notato che era una ragazza giovane che spingeva una bici viola, un colore che mi è rimasto impresso. Aveva uno zaino piccolo sulle spalle”.
La testimone racconta di essersi fermata, di aver abbassato il finestrino e di aver insistito più volte per offrirle aiuto. “Mi è sembrata tranquilla, stava sistemando il giaccone scuro. Non aveva nulla in mano, né telefono né pizze. Alla fine ho desistito per non sembrare invadente o farle paura”. Un dettaglio che pesa: le pizze non c’erano più. Sarebbero state quindi consumate tra le 22 e le 23.15. Proprio a Villa di Teolo, poco distante, è stata ritrovata la bicicletta di Annabella. È in quel tratto, secondo chi indaga, che qualcosa potrebbe essere cambiato per sempre.
Nel frattempo gli investigatori stanno passando al setaccio anche la vita privata della studentessa. Si parla di una relazione sentimentale finita male e di un periodo di fragilità emotiva che, però, non farebbe propendere per l’ipotesi di un gesto estremo. Un’altra pista riguarda l’università e alcuni esami non sostenuti, ma dall’Università di Bologna non arrivano conferme per ragioni di privacy. Quel che è certo è che, ora dopo ora, il mosaico degli spostamenti di Annabella Martinelli la sera della scomparsa comincia a delinearsi. E ogni tassello in più rende il silenzio che segue ancora più assordante.