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25 marzo 2026

Ci avete messo due anni per capire che la Santanché doveva dimettersi? Noi lo abbiamo chiesto all’inizio di questa storiaccia (finita in tragicommedia)

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

25 marzo 2026

Non ci voleva un genio per capire che Daniela Santanchè doveva dimettersi. Eppure la maggioranza ci ha messo almeno due anni, se non di più, per accettarlo. Noi lo abbiamo iniziato a dire almeno dal 2024, se non prima, e qualche giornale ha fatto lo stesso. Il governo ha invece aspettato questa primavera e il referendum, scatenando il panico e facendo svegliare persino l’opposizione, che in questi anni ha fatto ben poco e ora, che ha appena aperto gli occhi, non sa bene cosa chiedere (e infatti la sparano pretendendo le dimissioni di Giorgia Meloni)

Foto: Ansa

Ci avete messo due anni per capire che la Santanché doveva dimettersi? Noi lo abbiamo chiesto all’inizio di questa storiaccia (finita in tragicommedia)

“Daniela Santanchè, però, sta pescando troppe carte degli imprevisti, e ogni lancio dei dadi la porta sulla casella dei gendarmi, rischiando non tanto di saltare un turno di gioco, ma di perdere il posto al Ministero, senza nemmeno passare dal via.” Lo abbiamo scritto nel 2024, sfruttando una banale ma efficace metafora ludica. Il gioco era già finito da un pezzo e quasi non c’era più gusto a proseguire. La ministra, quelle delle borse un po’ così, delle campagne pubblicitarie un po’ così, dell’editore un po’ così, insomma, la ministra un po’ così avrebbe dovuto dimettersi da qualche anno, rinunciando all’immunità, l’unica carta che non aveva pescato ma che le era stata data, dal popolo e poi dal governo Meloni. Segue logicamente che proprio Giorgia Meloni avrebbe dovuto e potuto chiedere le dimissioni prima e non solo ora. Se lo ha fatto MOW, e se al tempo lo fece Il Fatto, poteva farlo anche lei. Saremo, noi giornalisti, mica più onesti della Presidente del Consiglio?

Daniela Santanchè
Daniela Santanchè Ansa

Sta di fatto che nulla si è mosso fino a ieri, quando in un impeto post-referendario ha cercato di pulire lo sozzo. Ma alcune macchie sono più difficili da mandare via, passateci anche questa modestissima analogia. Vorremmo dire: alcune macchie si attaccano al tessuto di certe poltrone, si arroccano in certi uffici, sono, insomma, macchie un po’ così. Anche la destra è stata una destra un po’ così, che pretendeva di essere virile, integerrima, rigida e coraggiosa, e invece con i suoi è stata per anni fifona e ben poco assertiva. A questa destra potrebbero bastare le dimissioni della ministra un po’ così, ma i cittadini, viste le defenestrazioni telecomandate degli ultimi giorni, potrebbero averci preso gusto. Un po’ come l’opposizione, che pure è stata un’opposizione un po’ così, perché in questi anni ha fatto poco, se non niente, per evitarci tante figuracce (perché obiettivo dell’opposizione, vale la pena ricordarlo, sarebbe quello di migliorare il funzionamento della macchina politica, e non farsi le pennichelle per cinque anni), e che ora chiede pure la testa di Nordio e della Meloni. Scarsissima prospettiva storica, che li avrebbe aiutati a capire che, se le opposizioni non sono mature, chiedere la testa del re può risolversi solo in un modo: ottenendo in risposta la testa dei cospiratori. Che ora significa giocarsi anche quel po' di vantaggio che hanno.  

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Foto:

Ansa

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