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30 gennaio 2024

Continua a ridere, Ilaria

  • di Moreno Pisto Moreno Pisto

30 gennaio 2024

Ieri l'abbiamo vista con le catene alle mani e ai piedi, tenuta al guinzaglio. E nonostante questo rideva: la risposta più alta davanti alle ingiustizie di cui è vittima. Ma c'è un motivo più profondo del perché dobbiamo urlare e protestare per il caso di Ilaria Salis. Ed è che ci siamo talmente assuefatti a vivere con la testa bassa su uno smartphone che non capiamo più per cosa vale la pena indignarci davvero. O è più importante una recensione fake?
Continua a ridere, Ilaria

Continua a ridere Ilaria. Che in faccia ai potenti questo bisogna fare: ridere. Finalmente le immagini di Ilaria Salis e di come viene trattata dalla giustizia ungherese sono sulle prime pagine di tutti i quotidiani, sugli schermi dei tg, occupano i feed dei nostri social. Lei legata mani e piedi, tenuta al guinzaglio, che entra nell'aula per la prima udienza del suo processo e nonostante questo ride. Ride che ti vien voglia di abbracciarla. Ride anche se da quasi un anno è rinchiusa in un carcere di Budapest e vive in condizioni disumane tra i topi, le cimici, mangiando mer*a, tutto questo in un Paese di quell'Unione Europea che tra poco ci chiede di andare alle elezioni. Ma con che credibilità, se poi vediamo queste immagini mentre è incapace di intervenire. Ride, Ilaria, anche se rischia fino a 24 anni di galera per un'accusa che per il momento non ha prove né indizi: i due estremisti di destra che avrebbe picchiato e che hanno riportato solo 5 e 8 giorni di prognosi non l'hanno nemmeno denunciata.

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Ride anche se in Italia c'è ancora chi si ostina a dire che doveva stare a casa, che non doveva andarci in Ungheria a protestare mentre i nazisti di tutta Europa si ritrovavano lì, come ogni anno, per celebrare la resistenza contro l'Armata Rossa: poteva stare a casa Ilaria, sì, ma se quella gente è stata sconfitta ieri, è sconfitta oggi e sarà sconfitta domani è solo perché ci sono state, ci sono e ci saranno tante altre Ilaria che a casa hanno scelto di non restarci. Mettetevelo bene in testa. Qui siamo davanti a una donna di 39 anni su cui non è mai stata prodotta alcuna prova di colpevolezza, detenuta in un regime di parziale isolamento, su cui pesano due aggravanti incongruenti: di aver attentato alla vita di persone che hanno riportato solo dei graffi e di far parte di una banda tedesca che è stata sciolta anni fa. Capite l'assurdità?

L'arrivo di Ilaria Salis in aula per la prima udienza del suo processo
L'arrivo di Ilaria Salis in aula per la prima udienza del suo processo

Qui stiamo parlando di un governo che dice "prima gli italiani" ma se una sua cittadina è rinchiusa in condizioni disumane in un paese europeo, con un premier alleato, non fa niente per un anno. Qui stiamo parlando di un ambasciatore italiano in Ungheria che dal 7 febbraio 2023 non ha mai trovato il tempo fino a oggi di incontrare il padre di Ilaria, Roberto, che sta lottando con dignità e umiltà e che ieri ha dichiarato: "Finalmente tra un party e l'altro ha deciso di ricevermi". Capite, la superficialità? Qui non è una questione di essere di destra o di sinistra, non è questione di ideologia, è questione di riportarla in Italia per rivendicare i principi più basilari ed essenziali del diritto. Se non capiamo questo è perché ormai ci hanno obnubilato il cervello. Se non riusciamo a capire questo probabilmente ormai ci possono davvero privare di tutto senza che ci sia da parte nostra una reale, continua, concreta ribellione.

Ilaria Salis è stata portata in aula legata mani e piedi
Ilaria Salis è stata portata in aula legata mani e piedi

Lo so, non siamo più abituati a considerare che ci possano essere delle reali proteste: ci siamo addormentati, ci hanno addormentato, guardiamo con sospetto e fastidio chi lo fa, quelli di Ultima Generazione, gli agricoltori. Chi protesta annoia. Sono notizie per riempire i vuoti prima del prossimo trend. E così non sappiamo più distinguere quando è il caso di indignarci davvero e quando no. Parliamoci chiaro: è più grave il caso di Ilaria Salis o una recensione fake su Tripadvisor? Quindi c'è un motivo più profondo che ci obbliga a tenere alta l'attenzione su Ilaria e questa palese ingiustizia; c'è un motivo più profondo che mi porta a empatizzare con questa donna che ride, ride in faccia a tutto ciò, ed è che ci siamo talmente assuefatti a vivere con la testa bassa su uno smartphone che non ci siamo accorti che la testa bassa oramai ce l'abbiamo sempre. E questo, come non ci è andato bene una volta non ci dovrebbe andare bene mai.

Ilaria Salis durante il processo
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