Il video diffuso dalle forze ucraine sul web, e rilanciato da media ucraini di ogni tipo, oltre che da innumerevoli utenti, fa impressione. Le immagini inquadrano dall'alto una città devastata da un conflitto estenuante, con edifici in macerie e un silenzio surreale rotto soltanto da tanti flash provenienti dall'alto. Sembrano dei fuochi di artificio ma sono al contrario: anziché andare verso l'alto puntano verso il basso, e cioè verso ciò che resta di case e appartamenti di civili. Decine e decine di grappoli luminosi piovono a terra come se fossero grandine generando tante esplosioni ravvicinate. Siamo a Kostiantynivka, una città situata nell'oblast ucraino di Donetsk, e la clip virale mostrerebbe un attacco, indiscriminato e ingiustificato, effettuato dalle forze russe attraverso l'impiego delle controverse munizioni al fosforo bianco. “Armi proibite che bruciano chiunque sia vivo. E subito dopo, un attacco con un Fab-1500”, si legge in un post scritto dai soldati della 28esima Brigata Meccanizzata Separata ucraina, che avrebbero documentato il terribile raid effettuato da Mosca.
Sappiamo in realtà pochissimo di questa vicenda, nel senso che le uniche fonti finite sotto i riflettori sono ucraine. È dunque impossibile affermare con certezza cosa stia succedendo a Kostiantynivka nel bel mezzo di una guerra che da ormai quattro anni non si combatte solo sul campo ma anche sul web e sui media attraverso una massiccia propaganda incrociata (signori, del resto siamo o non siamo nell'era della post verità?). È difficile fare analisi approfondite, anche perché i russi sostengono che Kostiantynivka sia stata catturata, mentre Kiev smentisce pubblicando video per mostrare le proprie truppe muoversi liberamente in alcune zone della città, anche nei pressi della stazione ferroviaria, dove resterebbero circa 2.000 civili. L'Institute for the Study of War ha stimato che le forze russe controllerebbero circa il 7% del territorio di Kostyantynivka, nonostante Mosca affermi che più della metà della città sia stata conquistata. In ogni caso vale la pena soffermarsi sulle famigerate Fab-1500 forse usate dal Cremlino. Parliamo di bombe aeree pesanti ampiamente utilizzate dalle forze armate russe negli attacchi contro le località ucraine in prima linea.
Se Fab-1500 non vi dice niente non preoccupatevi. Le bombe al fosforo bianco, come la richiamata Fab-1500, sono armi devastanti che contengono, appunto, fosforo bianco: una sostanza chimica altamente reattiva che brucia intensamente a contatto con l'aria, causando incendi incontrollabili e gravi ustioni su persone e materiali. Utilizzate principalmente in ambito militare per generare caos, danni infrastrutturali e paura, simili bombe rilasciano fosforo su ampie aree, rendendo difficile il recupero e l'assistenza alle vittime. Attenzione bene: sebbene non siano completamente vietate dal diritto internazionale, il loro uso contro i civili o in aree non distinte da obiettivi militari è considerato un crimine di guerra. La loro capacità di causare sofferenze atroci e irreversibili, come ustioni profonde e danni ai tessuti, le rende particolarmente pericolose e oggetto di condanna da parte della comunità internazionale. Se, dunque, la Russia avesse veramente sganciato bombe del genere su Kostyantynivka, ci sarebbero gli estremi per parlare di crimine di guerra...