Prima di tutto è bene che sappiate una cosa: il Messico tra circa quattro mesi co-ospiterà gli attesissimi Mondiali di calcio. È giusto ricordarlo, visto che lo stesso Stato che dovrà molto presto accogliere tifosi da ogni parte del pianeta è adesso impegnato fare ben altro: combattere una specie di guerra contro bande di narcotrafficanti armate fino ai denti. La tregua implicita, il buen vivir, la sopportazione reciproca – chiamatela un po' come volete – tra il governo messicano e i cartelli della droga sembrerebbe essere giunta al termine. Fosse stato per la presidentessa Claudia Sheinbaum sarebbe probabilmente continuata ancora. Solo che la signora si è ritrovata in una situazione molto pericolosa, con il ruspante Donald Trump desideroso di riconsegnare le redini dell'intera America Latina nelle mani degli Usa. Per farlo, il tycoon ha rafforzato i legami con l'argentino anti comunista Javier Milei, ha decapitato il governo socialista di Nicolas Maduro in Venezuela, ha minacciato la Colombia di Gustavo Petro e sta strozzando lentamente Cuba. Negli scorsi mesi Trump aveva lanciato diverse frecciatine anche al Messico, convincendo di fatto Sheinbaum a fare qualcosa per evitare di ritrovarsi le forze Usa a scorrazzare in casa propria con il pretesto di catturare i narcotrafficanti.
Questo qualcosa è coinciso con l'operazione effettuata dall'esercito messicano in concerto con l'intelligence statunitense che ha portato alla cattura, e quindi all'uccisione, di Nemesio Ruben Oseguera Cervantes, meglio conosciuto come El Mencho, il narcotrafficante più potente del Messico alla guida del cartello più forte del Paese, il Cartel de Jalisco Nueva Generacion (Cjgn). Quando si è diffusa la notizia della morte di El Mencho, avvenuta nello Stato di Jalisco, i membri del suo cartello hanno lanciato attacchi in molte città e Stati dove è attiva l'organizzazione. In alcune città, i membri della banda hanno bloccato le strade lanciando chiodi e punte sull'asfalto, mentre in altre hanno requisito autobus e altri veicoli per poi incendiarli in mezzo alla strada. Hanno anche dato fuoco a decine di banche e attività commerciali locali, come le farmacie, spingendo i militari del Messico a intervenire. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che El Mencho era "un obiettivo primario per il governo messicano e statunitense, in quanto uno dei principali trafficanti di fentanyl nel nostro Paese". Sarà stato anche vero, ma la verità è Trump aveva minacciato di ricorrere alla forza militare statunitense contro i cartelli in Messico se il Paese non avesse fatto di più per frenare il traffico di droga negli Usa. Così alla fine il Messico ha fatto. Con il risultato di ritrovarsi invischiato in una guerriglia evitabilissima.
Quando parliamo del Cartel de Jalisco Nueva Generacion bisogna fare la massima attenzione perché non è un cartello come gli altri. Si tratta, infatti, di un'organizzazione con una potenza di fuoco insolita. Dispone di armi altamente sofisticate, tra cui droni, lanciagranate e lanciarazzi, e di reclute altamente addestrate. È qui che entra in gioco l'Ucraina. Come ha scritto qualche mese fa il New York Post, infatti, dopo aver prestato servizio nel conflitto ucraino, spesso combattendo e acquisendo esperienza nelle fila della Legione Internazionale di Kiev, svariati mercenari sono soliti trasferirsi in Messico per unirsi ai cartelli della droga (grazie ai quali possono guadagnare circa 2.000 dollari al mese). In Ucraina questi signori imparano rapidamente a utilizzare i droni e, nel giro di pochi mesi, sono in grado di mettere a frutto queste competenze in contesti ben differenti. Per la cronaca, sono emerse diverse unità spagnoleggianti all'interno della Legione Internazionale, in particolare il gruppo tattico "Ethos", operativo nelle regioni di Donetsk e Kharkiv. Ecco, da mesi gli investigatori ucraini nutrono il sospetto che alcuni volontari provenienti dal Messico e dalla Colombia abbiano cercato deliberatamente di essere assegnati a unità specializzate nell'impiego di droni, con l’obiettivo di sfruttare in seguito l'addestramento acquisito al servizio di organizzazioni criminali straniere.