Una delle regole della cronaca impone che si cominci sempre dalle cose più gravi. E, allora, è dall’avvocato Lovati che bisogna partire, perché l’ex legale di Andrea Sempio – che da tempo ha una posizione netta su come siano andate davvero le cose a Garlasco nel 2007 – è da tempo pesantemente minacciato di morte. Il suo legale, l’avvocato gallo, l’aveva più volte raccontato, ma adesso la situazione è diventata insostenibile, tanto che anche i Carabinieri sono stati informati dei fatti. “farai la fine di David Rossi se continuerai a parlare di certe cose in tv” è una delle pesanti frasi che Lovati s’è sentito dire in una delle tante, troppe, telefonate di questo genere che riceve ormai ogni giorno, anche più volte al giorno. In un paio di circostanze, sarebbero stati presenti anche testimoni che riferiscono come l’interlocutore abbia anche mostrato di conoscere alcuni dettagli sulle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi.
Un mitomane? Probabile, ma è chiaro che la situazione preoccupa e è altrettanto chiaro che bisognerà dare un nome e un cognome all’autore, o agli autori, di tali minacce. Anche perché Lovati ha sempre detto di non credere che a uccidere Chiara Poggi sia stato Alberto Stasi e, meno che mai, che possa essere stato il suo ex assistito, Andrea Sempio. Ha sempre parlato di qualcuno che ha agito sapendo quello che andava a fare, anche se forse senza aver previsto che tutto potesse trasformarsi in un efferato omicidio.
Una teoria, quella dell’avv. Lovati, che sicuramente sarà stata vagliata dalla Procura della Repubblica di Pavia, che ormai da tempo ha riaperto le indagini per l’omicidio di Chiara Poggi e che da oltre un anno ha iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio. In queste ore, dopo il deposito della consulenza Cattaneo e della corposa BPA dei RIS di Cagliari, è stata depositata anche la consulenza informatica di Paolo Dal Checco sul PC di Chiara Poggi e di Alberto Stasi. Seicento e più pagine in cui si portano alla luce elementi nuovi e di sicura rilevanza per le indagini, ma che, stando alle indiscrezioni che trapelano, non individuano con precisione un movente. E quindi neanche un colpevole.
Intanto, però, la partita si gioca anche su un fronte esterno. Già tempo fa, su MOW, avevamo scritto che si stava preparando un “trappolone per Fabio Napoleone”. In quel momento c’era chi voleva trasferire l’intera indagine a Brescia. Ora, invece, sembra che ci sia chi vuole sfilarla a Napoleone per trasferirla a Milano. A parlarne apertamente, anche se con tutti i doverosi condizionali del caso, sono stati anche il giornalista e conduttore televisivo, Giuseppe Brindisi, e il direttore di Gente, Umberto Brindani, in un video (che pubblichiamo qui sotto) che sta letteralmente facendo il giro dei social.