La criminologa Roberta Bruzzone ci ha scritto in seguito alla pubblicazione di un articolo in cui riportavamo un confronto avvenuto tra lei e Pasquale Bacco con toni molto accesi. Oggi la criminologa ci scrive che il suo post non sarebbe stato rivolto a Bacco, ma dai commenti - e dalla risposta di Bacco stesso - il riferimento risulta del tutto plausibile. Essendo due profili pubblici, spesso in televisione per parlare di casi di strettissima attualità – in primis il delitto di Garlasco -, come testata giornalistica avevamo tutto il diritto di parlare del tema. Per quanto riguarda il titolo di “medico legale”, secondo Bruzzone attribuito erroneamente: non può essere la criminologa a conferirlo né a stabilirne l’utilizzo, ma noi non avevamo nessuna ragione di dubitare della legittimità dell’uso fatto da Bacco. Infine, la querelle social tra due persone così in vista era già di per sé sufficiente per un articolo, pertanto non c’era bisogno di sentire il soggetto interessato. Ci siamo limitati a riportare quanto abbiamo letto sui profili di entrambi. Come detto, Bruzzone ci ha scritto per chiarire la sua posizione. Riceviamo e pubblichiamo ciò che ci è stato comunicato.
“SULLA FALSA ATTRIBUZIONE DEL TITOLO DI MEDICO LEGALE
Nell’articolo viene reiteratamente indicato il sig. Pasquale Bacco come “medico legale”. Tale qualificazione è oggettivamente falsa. Dalle verifiche effettuate presso le banche dati ufficiali risulta che il sig. Bacco non è in possesso di alcuna specializzazione in Medicina Legale, né conseguita sul territorio nazionale né riconosciuta come equipollente in Italia. Come noto, la Medicina Legale è disciplina specialistica tutelata dall’ordinamento e non è sufficiente la laurea in Medicina e Chirurgia per potersi fregiare del relativo titolo. La giurisprudenza sul punto è pacifica e consolidata: l’utilizzo del titolo di medico legale in assenza di specializzazione integra gli estremi dell’esercizio abusivo della professione. Per tali ragioni la sottoscritta ha già provveduto a: segnalare la condotta all’Ordine dei Medici competente; trasmettere formale esposto alla Procura della Repubblica di Roma.
SULLA FALSA RIFERIBILITÀ DI UN POST SOCIAL AL SIG. BACCO
L’articolo riporta affermazioni del sig. Bacco secondo cui un post pubblicato dalla sottoscritta sarebbe a lui riferito. Tale ricostruzione è destituita di ogni fondamento. Il post in questione: non contiene alcun riferimento diretto o indiretto al sig. Bacco; non menziona nomi, ruoli o elementi identificativi; ha natura goliardica ed è riferito esclusivamente al profilo privato della sottoscritta. L’autoattribuzione di tale contenuto da parte del sig. Bacco è del tutto arbitraria e priva di riscontro oggettivo.
SUL CARATTERE DIFFAMATORIO E PERSECUTORIO DELLE CONDOTTE
Le dichiarazioni riportate nell’articolo si inseriscono in una condotta reiterata del sig. Bacco, caratterizzata da: accuse pubbliche di falsità di titoli; attacchi personali sistematici; affermazioni minacciose circa la volontà di “fare del male” alla sottoscritta “in ogni modo e in ogni sede”. Tali condotte sono documentate mediante materiale audio-video, post e testimonianze, già depositate presso l’Autorità Giudiziaria e saranno oggetto di ulteriore integrazione di denuncia-querela nei prossimi giorni. Si evidenzia che tutti i titoli professionali della sottoscritta sono pubblici, verificabili e pacificamente riconosciuti, mentre l’unico soggetto che versa in una condizione di abusiva spendita di titoli è, allo stato, il sig. Bacco, come da lui stesso ammesso in un video già acquisito dalla scrivente.
SULLA VIOLAZIONE DEI DOVERI GIORNALISTICI
Si ritiene gravissimo che una testata giornalistica: pubblichi accuse di tale portata; attribuisca titoli professionali inesistenti; ometta di contattare il soggetto direttamente coinvolto per un doveroso contraddittorio. Ciò integra una violazione dei principi di continenza, verità e correttezza dell’informazione.”