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17 giugno 2026

Delitto di Garlasco: su Facebook solo invasati? No: a chiudere il conto sul nuovo “testimone” è stato proprio un gruppo social

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

17 giugno 2026

C’è la Procura che indaga e ci sono gli ultras che urlano. Ma in mezzo al mare di fango dei social, c’è anche chi spulcia le carte con equilibrio. Così un gruppo Facebook ha ritrovato le righe che smontano il “sedicente testimone” di cui molto s’è parlato in questi giorni (dando anche a noi di MOW una piccola soddisfazione, nonostante la svista)

Foto di: Ansa

Delitto di Garlasco: su Facebook solo invasati? No: a chiudere il conto sul nuovo “testimone” è stato proprio un gruppo social

Testimone inattendibile. Su MOW l’avevamo ipotizzato qualche giorno fa, andando a controllare i dati di cella della Lomellina del 12 e 13 agosto 2007 e confrontandoli con l’utenza fornita dal testimone che, nel maggio scorso, ha raccontato a diciotto anni di distanza di aver visto una ragazza (poi identificata con Stefania Cappa) la mattina del delitto, vestita di nero e in sella a una bici con i raggi lucidissimi. Quel testimone, lo ricordiamo, ha anche raccontato di aver effettuato alcune chiamate quella mattina, solo che di quelle chiamate non c’è alcuna traccia nei dati di cella. L’abbiamo scritto (beccandoci anche qualche insulto), sostenendo che probabilmente la Procura della Repubblica di Pavia non aveva dato seguito a quella sit perché ritenuta inattendibile.

Bene, ora ci sono le prove che effettivamente è questa la conclusione a cui sono arrivati gli inquirenti. Che, nell’arrivare a Andrea Sempio come presunto unico autore dell’omicidio di Chiara Poggi, non hanno lasciato indietro alcuna pista (mettendo tutto, chiaramente, agli atti). E, nel caso specifico, hanno anche effettuato (proprio come su MOW avevamo ipotizzato) lo stesso tipo di controllo incrociato che abbiamo fatto noi sui dati di cellla. Di cosa non c’eravamo accorti? Non c’eravamo accorti che tra le migliaia e migliaia di righe messe agli atti dalla Procura della Repubblica di Pavia, un paio sono state spese proprio per riferire di quella testimonianza. Nero su bianco, quindi. Come dimostra la foto qui sotto.

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Le righe dell'informativa in cui si fa riferimento al "testimone" di cui s'è parlato in questi giorni

A ritrovare il passaggio che chiude definitivamente il conto sono stati quelli de “La bilancia in discussione”, un gruppo Facebook particolarmente attivo sul “tema Garlasco” e su cui spesso, nell’ormai stucchevole gioco tra ultras del crime, è pure finito al centro di polemica. E che, invece, ha dimostrato di avere a cuore la verità più delle posizioni strumentali, visto che sono stati proprio loro a pubblicare – nelle ultime ore – le righe sottoscritte dagli inquirenti che mettono fine alla suggestione e che confermano – proprio come su MOW avevamo affermato – che i Carabinieri di Moscova hanno preso in considerazione ogni segnalazione salvo poi, giustamente, vagliarla, mettendo chiaramente agli atti il lavoro fatto anche se di mero ascolto e valutazione di attendibilità.

Il discorso, a questo punto, dovrebbe essere chiuso (anche se probabilmente non sarà così). Il discorso che vale la pena aprire, invece, è quello relativo all’atteggiamento e al ruolo che i social stanno avendo in tutta questa vicenda. Perché è vero – verissimo – che c’è tanto veleno, che ci sono leoni da tastiera pronti a sfogare ogni frustrazione su Alberto Stasi, su Andrea Sempio, sui Poggi, le Cappa o chiunque ha un qualche ruolo in questa triste storia, col grimaldello di una ragazza morta due decenni fa e che molti stanno sfruttando il tema per generare visual. Ma è vero pure – e dimenticarselo è da str*nzi – che c’è un mare di gente che sta semplicemente provando a partecipare. A rendersi utile in qualche modo. A mettersi lì anche a studiare e spulciare carte che magari non dovrebbe avere, ma che ormai ha. Con lo scopo non di inseguire chissà quale popolarità, ma semplicemente di aggiungere qualcosa. Ai fatti più che alle narrazioni. Il punto è sempre lo stesso: distinguere chi si distingue. Magari facendo lo sforzo, piuttosto, di ignorare chi, invece, fa di tutto per distinguersi senza l’unico elemento di distinzione che paradossalmente funziona sempre: l’equilibrio.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

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Foto di:

Ansa

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