Venghino, i signori venghino! Ma la professoressa Cattaneo, per favore, si sbrighi a depositare la sua consulenza, perché non se ne può più davvero: ormai siamo sempre più dentro uno show tritacarne e sempre più distanti dal ricordarsi che c’è di mezzo una ragazza morta ammazzata che aspetta giustizia da diciotto anni. E pure che c’è tutto un contorno da ricostruire per capire cosa succedesse davvero (e forse succede ancora) intorno alle indagini su quell’omicidio e nella zona di Pavia in generale. Se pensavate che con la storia di “De Stefano (non) indagato” si fosse arrivati a vedere tutto, sappiate che quello era solo un antipasto della degenerazione più assoluta. Tutto è cominciato qualche sera fa, quando durante la trasmissione FarWest, sono stati mandati in onda gli audio di alcuni video privati di Alberto Stasi e Chiara Poggi. Apparentemente una conversazione accorata, ma senza che risultasse chiaro il tono, con la ragazza che, a un certo punto, fa un passaggio sulle donne “che devono” per evitare che i propri uomini vadano “con quelle a pagamento”.
Voce impostata, sì, ma un vero sfogo? E’ quello che in qualche modo s’è lasciato intendere, visto che il messaggio che inevitabilmente è passato è stato uno solo: Chiara si sarà sì prestata a qualche richiesta di Alberto, ma non certo con l’animo della donna coinvolta e convinta. Già la messa in onda di quello stralcio di conversazione, manco a dirlo, ha fatto molto discutere. Ma, come già più e più volte detto su MOW, in assenza di notizie fresche da Garlasco e dell’attesa perizia Cattaneo, ci sta che ognuno tenga in vita le proprie testate e le proprie trasmissioni con quello che trova da riciclare. E’ triste, ma è comprensibile. Anche quando ci si spinge oltre. Solo che nel caso specifico c’è scappato un vero e proprio dissing senza esclusione di colpi tra Salvo Sottile, conduttore di FarWest, Albina Perri, direttrice di Giallo, e Bugalalla. Perché a poche ore dalla messa in onda di quella conversazione, sui social ha cominciato a circolare la voce che Chiara in quell’audio stesse recitando. Nello specifico un brano contenuto in un libro di Federico Moccia, con la direttrice di Giallo, Albina Perri, che l’ha anche scritto in un post.
Secca, e seccatissima, la replica di Salvo Sottile, che ha sparato contro la collega, definendola una bufalara e sottolineando come la registrazione tra Chiara e Alberto fosse del 2006, mentre la pubblicazione di Moccia risultasse successiva. Dissing pazzesco e scambi incrociati, con il fuoco di Sottile che è toccato anche a Bugalalla, con tanto di rimarca tura dei suoi affari con il truffaldino Emme Team e, soprattutto, dei suoi trascorsi su Only Fans con pochi abiti addosso. Insomma: degenerazione totale. Intanto sui social ha continuato a essere l’inferno, tra fazioni che andavano componendosi e “ricercatori certosini” che, invece, provavano a ricostruire l’effettiva origine delle parole usate da Chiara Poggi in quel video. C’è chi ha parlato di una vecchia pubblicazione che circolava in rete già nei primissimi anni 2000 e che spopolava tra i ragazzi e chi, invece, ha trovato delle palesi analogie tra le parole di Chiara e un monologo di Sabrina Ferilli in un vecchio film intitolato “Ivana”.
La verità? Provando a tenersi distante da scadimenti così, è una sola. Il contenuto di quella conversazione è stato più e più volte ritenuto inutile e inconsistente dagli inquirenti e pure dal legale dei poggi, Gianluigi Tizzoni. Si capisce in una intercettazione tra lui e la signora Rita Preda, mamma di Chiara Poggi, in cui definisce scherzoso il tono tra i due ragazzi e in cui i due arrivano specificatamente a chiedersi se Chiara stesse recitando. Probabilmente sì e, se dopo 18 anni ce lo chiediamo ancora, lo stava evidentemente facendo anche bene. La recita vergognosa, invece, è quella che si continua a mettere in scena ogni giorno togliendo valore persino alla serietà di una verità che – senza sentire alcun dovere di partigianeria – deve essere definitivamente definita Per Chiara. E per non mandare tutto il serio e il doveroso che c’è, quello sì, davvero a pu*tane!