Che cosa fare di Gedi? Sulla scrivania di John Elkann il dossier che riguarda l’editoria è probabilmente quello che meno solletica l’istinto imprenditoriale dell’amministratore delegato di Exor, la cassaforte degli Agnelli che controlla anche Stellantis, Ferrari e Philips, oltre al gruppo editoriale di Repubblica e La Stampa. Eppure, urge intervenire per evitare il flop finanziario. I conti, d’altronde, come riporta Il Foglio sembrano inequivocabili: nel 2023 si è svalutato di oltre 46 milioni di euro, arrivando a valere circa di 10 milioni, con un cambio di direttore solo pochi mesi fa e numerosi bracci di ferro con la redazione del giornale fondato da Eugenio Scalfari. Sia Gedi che la Juventus sono rimaste tagliate fuori dall’ultima lettera agli azionisti, dove oltre al capitolo Stellantis – quello sì, impossibile da eludere – hanno brillato soprattutto le performance finanziarie di Ferrari e Philips. Ieri, Gedi ha annunciato un nuovo cambio di presidente, con la nomina Paolo Ceretti al posto di Maurizio Scanavino – l’uomo che solo 5 mesi fa era subentrato proprio a Elkann – quest’ultimo diretto verso la Juventus.

La voce secondo cui Elkann vorrebbe uscire da tempo da sport ed editoria circola da qualche anno. Per quanto riguarda Gedi, Elkann potrebbe decidere di adottare una strategia per rilanciare il gruppo, più che uscire in modo repentino, dandogli una dimensione europea con nuovi investitori. Una strada già saggiata dalla scalata di Mediaset a ProSiebenSat.1 in Germania. C’è poi un precedente interno al business di Elkann che potrebbe convincerlo a insistere su questa strada: l’acquisizione della maggioranza delle quote azionarie dell’Economist ha fruttato un profitto operativo di 47,4 milioni di sterline su un fatturato di 367 milioni – dati dell’ultimo bilancio di aprile – con un aumento del 12 per cento rispetto su quello precedente. Ma su chi potrebbe entrare in affari con Elkann c’è ancora il silenzio.Difficile pensare a un inserimento di Vincent Bolloré e del gruppo francese Vivendi dopo il tentativo fallito di acquisire Mediobanca, Mediaset e Tim. Quel che è certo è che se Gedi vuole rendersi appetibile agli investitori dovrà continuare una trasformazione digitale sempre più accentuata, che passerà in gran parte dall’accordo con ChatGpt raggiunto a settembre.
