Dopo settimane di polemiche per le puntate di Falsissimo, il suo programma social, Fabrizio Corona risponde con una story su Instagram a chi lo accusa di violare la riservatezza altrui. “La privacy è l'ultimo alibi dei perbenisti. È l'armadio dove i moralisti nascondono i loro scheletri. È il paravento dietro cui si commettono i veri crimini: quelli fiscali, quelli sentimentali, quelli di potere. Voi invocate la privacy non per proteggere la vostra libertà, ma per nascondere la vostra mediocrità e le vostre colpe”. E poi: “La vera libertà non è nascondersi, è non avere niente da nascondere. Io la mia vita l'ho messa in piazza, nel bene e nel male, pagando ogni prezzo. Voi, invece, cosa proteggete davvero dietro la porta chiusa di casa vostra?” È la prima volta che Corona esprime in modo così esplicito la sua visione sulla privacy. Finora si era limitato a difendere il proprio lavoro in Falsissimo, ma questo intervento è più ampio: un attacco frontale a chi invoca la riservatezza come diritto e, nella sua prospettiva, come scudo ipocrita. Noi su MOW ci siamo già occupati dei due casi a cui, probabilmente, fa riferimento Corona. Il primo riguarda la vicenda di Raoul Bova e Martina Ceretti. In una puntata di Falsissimo, Corona ha diffuso chat e audio relativi alla relazione tra l’attore e la giovane modella.

Come abbiamo raccontato qui, Bova ha reagito duramente, parlando di violazione della privacy e diffamazione. Corona, da parte sua, ha sostenuto che il materiale gli fosse stato consegnato direttamente da Martina Ceretti e dal pr Federico Monzino, con l’obiettivo di aumentare la visibilità della ragazza. Una versione poi smentita da Monzino, che ha accusato Corona di essersi appropriato dei contenuti senza consenso. Il risultato è stato un’escalation giudiziaria, con l’intervento del Garante della Privacy che ha imposto la rimozione degli audio diffusi sui social. Il secondo fronte è quello del cosiddetto “freaky”. In un’altra puntata, come abbiamo raccontato qui, Corona ha introdotto questo termine per descrivere esperienze sessuali non convenzionali che, a suo dire, sarebbero diffuse anche tra personaggi famosi, compresi diversi calciatori. Secondo Corona, il “freaky” non sarebbe un’eccezione ma una pratica comune, e parlarne serve a scardinare un tabù. Anche in questo caso la discussione si è accesa: da un lato chi ha letto un tentativo di normalizzare la fluidità sessuale, dall’altro chi ha accusato Corona di speculare e di coinvolgere nomi noti senza prove concrete. La dichiarazione di oggi si inserisce esattamente in questo contesto. Corona rovescia l’accusa: non è lui a violare la privacy, ma sono i suoi critici a usare la privacy come alibi. La sua tesi è che chi non ha nulla da nascondere non dovrebbe temere l’esposizione pubblica. Lui stesso rivendica di aver vissuto per anni “in piazza”, pagando sulla propria pelle errori, processi e carcere.
