Il Bologna ha battuto il Como al Dall’Ara con il primo gol in Serie A di Riccardo Orsolini, che ha ricominciato a “bussare”. Ormai la curva Andrea Costa è la sua. Proprio sugli spalti, però, i tifosi del Bologna hanno esposto degli striscioni con un messaggio chiaro: “Il calcio è passione, non repressione. Solidarietà alla Milano ultrà”. Un’altra tifoseria italiana si è schierata dalla parte delle curve Nord e Sud, contro la società e le blacklist decise insieme a Procura e Questura. Lo sappiamo, gli ultras dicono che quelle norme sono ingiuste, che colpiscono il tifo in generale e che per questo hanno trasformato San Siro in un teatro, frequentato più da turisti che da veri tifosi. Quelli che hanno sbagliato, poi, sono già in carcere. Anche Nino Ciccarelli ha ripostato sul suo profilo Instagram le immagini di quegli striscioni, ringraziando la tifoseria bolognese. I gruppi della curva Andrea Costa hanno diffuso una nota ufficiale per spiegare meglio la loro posizione. Anche questo messaggio è stato ricondiviso dal leader dei Viking nerazzurri.

“Il calcio è passione, non repressione. In seguito a quanto successo negli ambienti delle due curve milanesi, fatti per cui noi non vogliamo esprimere nessun parere, le società hanno deciso di passare oltre ogni ragionevole pensiero invece di prendersi le proprie responsabilità”. La curva bolognese ha ribadito i valori ultras, che condividono anche con quelli di Inter e Milan: “Per noi essere ultras è aggregazione, appartenenza, sacrifici fatti ogni settimana per viaggiare in tutta Italia (e non solo) in qualsiasi giorno e ora. È colore in curva, è tifo, è orgoglio e non vogliamo che ciò che è capitato a Milano venga usato come pretesto per azzerare tutto il movimento indiscriminatamente. È un precedente pericoloso per tutti”. Il timore, quindi, è che il “modello San Siro” possa essere replicato altrove, che norme analoghe vengano impiegate anche in altri stadi. “In un mondo in cui si sta perdendo il contatto con la realtà” – scrivono ancora gli ultras della Andrea Costa – “decidiamo di rimanere fermi su argomenti che per noi sono intoccabili. Ci troviamo, pertanto, a prendere a malincuore la decisione di non presenziare a San Siro poiché i nostri principi, i nostri valori e il nostro nome non possono essere messi in discussione. Per questi motivi invitiamo tutti i bolognesi a non partecipare alla trasferta di San Siro e, qualora si andasse, di non appendere pezze o improvvisarsi lanciacori sulle balaustre, rimanendo in linea con le regole della scorsa annata. E ora godetevi il vostro teatro”. La curva del Bologna, quindi, per solidarietà e condivisione dei valori ultras, “boicotterà” la trasferta milanese. Nonostante le partite decisive per lo Scudetto che sono state giocate a Bologna negli ultimi anni, e una rivalità che sul campo è ancora più accesa, questa situazione va oltre. A Milano, però, ancora nessuna pace sembra all’orizzonte: per ora c’è solo la protesta.

