image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

Ok, ma che ca**o è 'sta storia dell'omogenitorialità? Chi ha ragione? Chi ha torto? Tutti... Ecco perché

  • di Francesco Gottardi Francesco Gottardi

17 marzo 2023

Ok, ma che ca**o è 'sta storia dell'omogenitorialità? Chi ha ragione? Chi ha torto? Tutti...  Ecco perché
L'Italia è tra gli Stati europei più arretrati su temi come quello dell'omogenitorialità (riconoscimento dei figli di coppie gay). Ma avere delle leggi "reazionarie" non dà diritto a ignorarle, altrimenti di rischia di fare il passo più lungo della gamba come il sindaco di Milano Sala, bloccato dalla prefettura. E poi c'è un piccolo dettaglio: il Parlamento, che (almeno formalmente) rappresenta gli italiani, si è di nuovo espresso in maniera contraria. Piaccia o no

di Francesco Gottardi Francesco Gottardi

C’è chi si appella alla tutela del diritto italiano e chi invece spinge per allinearsi a quello europeo. Soltanto su un punto sono tutti d’accordo: l’omogenitorialità implica una battaglia di civiltà – da preservare o rinnovare. E l’ultimo round è andato al fronte conservatore, che al Senato ha bocciato la proposta di regolamento Ue in merito al riconoscimento dei figli di coppie gay e all’adozione di un certificato comunitario di filiazione. Il provvedimento, passato al vaglio dalla commissione Politiche europee, evidenzia un quadro politico spaccato in due: da una parte la maggioranza di centrodestra, che ha votato in blocco (11 voti) per la risoluzione presentata da Giulio Terzi, senatore di Fratelli d’Italia; dall’altra le opposizioni, altrettanto compatte (7 voti) nel manifestare il loro dissenso.

20230317 154932658 1090
Giulio Terzi (Fdi)

La tesi dei partiti di governo è che “l’obbligo di riconoscimento non rispetta i principi di sussidiarietà e proporzionalità”, si legge nel documento approvato. Inoltre si sottolinea come la Corte di Cassazione abbia “confermato la contrarietà all’ordine pubblico della maternità surrogata”, pratica attualmente illegale e che di fatto, al pari dell’utero in affitto, diverrebbe percorribile accogliendo il regolamento europeo. Pertanto in Italia resta sufficiente e soddisfacente, stando alla linea meloniana, lo status quo. E cioè “l’adozione in casi particolari” da parte di famiglie arcobaleno.

Durante la seduta, Pd, M5S e Terzo polo avevano tentato di ovviare al nodo legislativo. Secondo le contro-risoluzioni presentate, il certificato di filiazione non rappresenterebbe un’ingerenza di Bruxelles nel diritto nazionale. “Anzi”, la capogruppo dem Simona Malpezzi dichiara al Corriere della Sera, “avrebbe semplicemente riconosciuto lo status di figlio ottenuto nel proprio Paese europeo d’origine anche negli altri Stati dell’Unione. Opponendosi a questo principio si viola il diritto alla mobilità di due milioni di minori e si va a ledere i loro interessi superiori. Siamo sorpresi e amareggiati che la destra ci voglia far sedere vicino a Polonia e Ungheria”.

20230317 155204627 6016
Simona Malpezzi (Pd)

Che l’Italia sia tra i fanalini di coda del continente in tema di diritti Lgbtq e forme di procreazioni assistite è un dato pacifico. Nella più recente panoramica globale pubblicata dall’International lesbian and gay association (Ilga), il nostro Paese viene classificato fra quelli con “protezione limitata contro la discriminazione per l’orientamento sessuale”: in Europa soltanto altri sette (Grecia, Svizzera, Danimarca, Lettonia, Polonia, Ucraina e Moldavia; l’Ungheria ci è perfino sopra) ricadono nella stessa categoria. E il naufragio del Ddl Zan nel 2021 non ha contribuito a migliorare la situazione, con il solo matrimonio fra persone dello stesso sesso a essere costituzionalmente garantito.

Un quadro normativo reazionario, tuttavia, non significa rifiutarsi di fare i conti con il medesimo – dura lex sed lex, no? Il principale argomento sostenuto dalla comunità Lgbtq è l’automatica necessità di estendere all’Italia un regolamento ormai largamente maggioritario all’interno dell’Unione europea. Ma è una rivendicazione giuridicamente fragile: si pensi alla costellazione di leggi federali statunitensi, che rendono l’ordinamento quanto più frammentato da Stato a Stato. E il rischio, in questi casi, è fare il passo più lungo della gamba. Pur con le migliori intenzioni.

Valerio Staffelli consegna il Tapiro d'oro al sindaco di Milano Beppe Sala
Beppe Sala, attapirato

È quel che sta succedendo a Milano, dove lo scorso luglio il sindaco Beppe Sala aveva annunciato il riconoscimento su tutto il territorio comunale di bambini e bambine nati da coppie omogenitoriali, con tanto di trascrizione dei certificati di nascita esteri. Adesso, contestualmente alla votazione in Senato, la prefettura ha chiesto e ottenuto la sospensione delle registrazioni. Sala promette che “a questa decisione dolorosa seguirà uno scontro politico”. Resta però la forzatura della manovra, che dopo sei mesi di liberalizzazioni è sfociata nell’illegittimità – domanda seguente: saranno annullati anche i certificati rilasciati finora? Si capisce allora il rimprovero dei meloniani: “Mai piegare il diritto alle battaglie ideologiche”. Prima occorre intervenire in Parlamento. E il Parlamento si è espresso con chiarezza. Piaccia o no.

More

Meloni non vuole riconoscere le famiglie arcobaleno? Rosy Di Carlo: “Questo governo ci ricorda che l’Italia non è il nostro posto”

di Micol Ronchi Micol Ronchi

Diritti negati?

Meloni non vuole riconoscere le famiglie arcobaleno? Rosy Di Carlo: “Questo governo ci ricorda che l’Italia non è il nostro posto”

Le battaglie Lgbtq+? Oggi sono un modo per far perdere l’identità alle masse

di Aldo Nove Aldo Nove

Nuove distopie

Le battaglie Lgbtq+? Oggi sono un modo per far perdere l’identità alle masse

Una cosa importante da dire su Ignazio La Russa che si dispiacerebbe per un figlio gay

di Moreno Pisto Moreno Pisto

Amare ed essere amati

Una cosa importante da dire su Ignazio La Russa che si dispiacerebbe per un figlio gay

Tag

  • Politica
  • lgbt

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: “paura di scoprire che a uccidere Chiara sia stato un familiare”. Lo diceva Rita Preda in una intercettazione, ma ora i Poggi pensano solo a Stasi (con una nuova perizia)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: “paura di scoprire che a uccidere Chiara sia stato un familiare”. Lo diceva Rita Preda in una intercettazione, ma ora i Poggi pensano solo a Stasi (con una nuova perizia)
  • Delitto di Garlasco: “è terrapiattismo giudiziario”. Ma che cannonata ha tirato l’ex perito sui pedali (non) scambiati da Stasi? Intanto Napoleone nomina il consulente “Iena” per i pc di Chiara e Alberto

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: “è terrapiattismo giudiziario”. Ma che cannonata ha tirato l’ex perito sui pedali (non) scambiati da Stasi? Intanto Napoleone nomina il consulente “Iena” per i pc di Chiara e Alberto
  • Delitto di Garlasco: ok il no all’incidente probatorio, ma che forte è il giudice Vitelli? La lezione che ha zittito tutti e lo scontro Bocellari vs Garofano da Milo Infante

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: ok il no all’incidente probatorio, ma che forte è il giudice Vitelli? La lezione che ha zittito tutti e lo scontro Bocellari vs Garofano da Milo Infante
  • Chi è Luigi Berlusconi e perché Fabrizio Corona a Falsissimo parla di uno “strano giro”?

    di Gianmarco Serino

    Chi è Luigi Berlusconi e perché Fabrizio Corona a Falsissimo parla di uno “strano giro”?
  • Siamo stati all’assemblea sulla sicurezza a Milano del Comitato Insostenibli Olimpiadi, ma sembrava un film di Woody Allen perché il potere è diventato inscalfibile e la rivoluzione ha i denti da latte

    di Gianmarco Serino

    Siamo stati all’assemblea sulla sicurezza a Milano del Comitato Insostenibli Olimpiadi, ma sembrava un film di Woody Allen perché il potere è diventato inscalfibile e la rivoluzione ha i denti da latte
  • Giornalista è chi giornalista fa: Alfonso Signorini non lo è più dal 2023, né più e né meno come Fabrizio Corona. Allora di cosa stiamo a parlare?

    di Gianmarco Serino

    Giornalista è chi giornalista fa: Alfonso Signorini non lo è più dal 2023, né più e né meno come Fabrizio Corona. Allora di cosa stiamo a parlare?

di Francesco Gottardi Francesco Gottardi

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

È giusto che il compagno della Meloni abbia un suo show? Sì, sarebbe molto divertente (ma chi glielo fa fare?)

di Alessio Mannino

È giusto che il compagno della Meloni abbia un suo show? Sì, sarebbe molto divertente (ma chi glielo fa fare?)
Next Next

È giusto che il compagno della Meloni abbia un suo show? Sì,...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy