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28 aprile 2026

Gli Emirati Arabi escono dall'Opec, preparatevi a una tempesta energetica. E ora cosa succederà al mercato mondiale del petrolio?

  • di Federico Giuliani Federico Giuliani

28 aprile 2026

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la loro uscita dall'Opec proprio mentre si allarga la crisi energetica in Medio Oriente. Il Paese del Golfo ha giustificato la mossa parlando di una revisione strategica. In realtà Abu Dhabi è da tempo in disaccordo con le quote imposte imposte dal cartello del petrolio che limiterebbero le sue esportazioni di greggio (e i suoi affari). I media emiratini spiegano che la nazione, che sottrarrà all'organizzazione qualcosa come 4-4,5 milioni di barili al giorno (il 4% dell'offerta globale), “continuerà a comportarsi in modo responsabile”. Ma il mercato petrolifero trema per quello che potrà succedere...

Foto: Ansa

Gli Emirati Arabi escono dall'Opec, preparatevi a una tempesta energetica. E ora cosa succederà al mercato mondiale del petrolio?

Non fossero già sufficienti le ripetute fumate nere sui negoziati per la guerra in Iran, la limitazione delle operazioni nello Stretto di Hormuz e la crisi energetica derivante dai tumulti che stanno scuotendo il Medio Oriente, ecco un altro fulmine a ciel sereno che peggiora una tempesta quasi perfetta. Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la loro imminente uscita dall'Opec, il cartello dei Paesi produttori di petrolio. Questa decisione “riflette un'evoluzione dettata da ragioni politiche e in linea con i fondamentali di mercato a lungo termine”, ha scritto sui social media il ministro dell'energia emiratino, Suhail Al Mazrouei, mentre i media di Stato sottolineano che gli Emirati Arabi “continueranno a comportarsi in modo responsabile, immettendo sul mercato una produzione aggiuntiva in maniera graduale e ponderata, in linea con la domanda e le condizioni di mercato”. Ok, quindi cosa significa? Che il terzo produttore di petrolio dell'Opec dietro ad Arabia Saudita e Iraq ha salutato l'organizzazione dalla quale, di fatto, dipendono prezzi e andamenti del greggio. “Ringraziamo l'Opec e i suoi Paesi membri per decenni di proficua collaborazione”, ha tagliato corto Al Mazrouei. Tanti saluti e arrivederci, dunque.

Opec
L'uscita degli Emirati Arabi diventerà effettiva a partire dal primo maggio... Ansa

L'uscita degli Emirati Arabi diventerà effettiva a partire dal primo maggio, e cioè nello stesso giorno – casualità – in cui potrebbe scadere, a meno di rinnovi, la proroga del governo italiano al taglio delle accise su benzina e diesel. Abu Dhabi non ha spiegato i dettagli dell'uscita, limitandosi a spiegare che questa decisione si basa sulla volontà di tutelare non meglio specificati interessi nazionali a seguito di un'analisi approfondita della politica e della capacità produttiva. La sensazione, dunque, è che il governo emiratino voglia avere maggiore flessibilità per rispondere alle dinamiche di mercato. Non solo: il Paese, ha evidenziato il New York Times, intende soddisfare le esigenze dei mercati energetici durante un periodo di tensione geopolitica causato dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, la stessa guerra che ha fatto impennare i prezzi del petrolio e del gas. Stando ai dati ufficiali più recente, gli Emirati Arabi producono dai 4 ai 4,5 milioni di barili al giorno, oltre il 4% del totale mondiale (settimo posto tra le nazioni produttrici).

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Il Paese del Golfo ha giustificato la mossa parlando di una revisione strategica ma...

L'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'Opec rappresenta una grande vittoria per Donald Trump, che ha accusato l'organizzazione di “derubare il resto del mondo” gonfiando i prezzi del petrolio. Dall'inizio della guerra in Iran, il prezzo del petrolio Brent ha raggiunto un massimo di 119,50 dollari al barile. Martedì è salito del 3,4%, arrivando a 111,67 dollari. Il presidente statunitense ha inoltre collegato il sostegno militare americano ai Paesi del Golfo ai prezzi del petrolio, affermando che, mentre il suo Paese difende i membri dell'Opec, questi "sfruttano questa situazione imponendo prezzi elevati del petrolio". La decisione è giunta dopo che gli Emirati Arabi, un centro nevralgico per gli affari nella regione e uno dei più importanti alleati di Washington, hanno criticato gli altri Stati arabi per non aver fatto abbastanza per proteggerli dai numerosi attacchi iraniani durante il conflitto in Medio Oriente. Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente emiratino, aveva recentemente criticato la risposta dei Paesi arabi e del Golfo agli attacchi iraniani durante una sessione del Forum degli opinion leader del Golfo. “I Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono supportati a livello logistico, ma politicamente e militarmente, credo che la loro posizione sia stata storicamente la più debole”, aveva tuonato Gargash. Da qui si è arrivati alla rottura. Insieme all'Arabia Saudita, ha salutato è uno dei pochi membri con una capacità produttiva di riserva rilevante, il meccanismo attraverso il quale il gruppo ha sempre esercitato la propria influenza sul mercato...

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