Per primi avevamo rivelato di un particolare interesse di Valter Lavitola: la caccia. Ma non caccia così, caccia grossa, costosa, in Africa, safari d'altri tempi fra animali esotici, jeep e savana. Abbiamo anche pubblicato un documento fondamentale, un permesso speciale della Parks and Wildlife Management Authority dello Zimbabwe, datato 30 ottobre 2025, che autorizzava Valter Lavitola a una battuta di caccia dal 1° al 20 novembre, pochi giorni dopo la bomba sotto casa di Sigfrido Ranucci. La caccia, un interesse cruciale nella storia recente di Lavitola, una passione che si intreccia con i suoi interessi economici in Africa, visto che proprio attraverso la caccia entra in contatto con Ben Chimutengo e, successivamente, con lui avvia il business del carbon credit.
Ora il TG1 rivela dei nuovi dettagli su Valterino l'Africano. Lo ha fatto nell'edizione delle 20 di ieri, dove nell'ambito di un servizio sugli ultimi sviluppi del caso ha inserito un'intervista al Professor Giovanni Bracale. Lo definiscono un ex dirigente, esperto in paesi emergenti ed estraneo alle indagini. Noi aggiungiamo che era amico e confidente di Valter Lavitola, tanto da figurare in varie intercettazioni.
“Lavitola aveva tre grandi interessi”, dice Bracale: “la politica italiana, la caccia grossa e il carbon credit”. Poi aggiunge: “Da queste frequentazioni in Africa per la caccia sono derivati i suoi contatti con i responsabili delle comunità locali, e aveva deciso di disporre l'emissione di carbon credit”.
È la conferma della versione fornita a MOW da Benjamin Chimutengo, che nell'intervista dell'11 agosto aveva detto: “Me lo presentarono come un investitore facoltoso, che veniva qui per la caccia sportiva ed era, a suo dire, in contatto con leader internazionali. (...) Raccontava di voler investire in Zimbabwe, nel settore della caccia, safari e voleva acquistare un terreno agricolo di circa 5.000 acri”. Poi: “Verso luglio 2023, in concomitanza con una conferenza che ho organizzato a Victoria Falls, mi disse di avere investitori interessati al carbonio. Gli dissi che, se volevano investire, non c'era problema. Così siamo passati dalla caccia e i safari ai carbon credit”.
Nel frattempo al telegiornale, in sovrimpressione, sfilano le immagini di Valterino davanti al suo bottino: un paio di leoni, un elefante e quello che sembra essere un bisonte. Delle immagini che aggiungono un altro tassello alla storia che vi stiamo raccontando, e che confermano quanto detto a MOW da Benjamin Chimutengo. E c'è un altro dettaglio, all'interno del servizio del TG1, che riporta alla nostra inchiesta: “Le intercettazioni hanno svelato contatti e interessi assai più vasti del suo bistrot di pesce”. Noi lo avevamo rivelato già diverse settimane fa, seguite la strada africana, chissà dove ci porterà...