Signori, la competizione spaziale moderna non riguarda più soltanto il lancio di razzi o la conquista della Luna: la posta in gioco include intelligenza artificiale, energia, centri dati orbitanti e controllo delle infrastrutture digitali nello Spazio. Parliamo di elementi destinati a influenzare mercati, sicurezza e potere globale per decenni. Quali sono i principali protagonisti di questa folle corsa verso l'ignoto? Gli Stati Uniti puntano su un approccio combinato tra Nasa, con i suoi programmi di esplorazione lunare e missioni scientifiche, e su SpaceX, la compagnia privata di Elon Musk che ha rivoluzionato i lanci spaziali con il razzo riutilizzabile Falcon 9. SpaceX sta progettando di posizionare data center di intelligenza artificiale alimentati a energia solare in orbita, sfruttando il vantaggio energetico dello spazio, dove la generazione di energia solare può essere fino a cinque volte più efficiente che a terra. L’obiettivo è trasformare lo Spazio in un dominio commerciale sostenibile e strategico, riducendo i costi di lancio e ampliando le opportunità per il turismo spaziale orbitale e suborbitale. Business is business. Ovunque.
Poi troviamo la Cina,che non resta a guardare e che ha annunciato piani ambiziosi che sfidano direttamente quelli statunitensi. Secondo Reuters, la China Aerospace Science and Technology Corporation (Casc) intende costruire centri dati di intelligenza artificiale nello Spazio, con infrastrutture digitali da gigawatt alimentate da energia solare, integrando cloud, edge e capacità dei terminali. Questi hub permetteranno di elaborare i dati direttamente in orbita, alleggerendo l’onere energetico sulla Terra e creando quella che i media cinesi chiamano una “Space Cloud” industriale entro il 2030. Oltre ai centri dati, la Cina punta sul turismo spaziale suborbitale e orbitale nei prossimi cinque anni, sulla formazione di nuovi talenti tramite la cosiddetta Scuola di Navigazione Interstellare e sullo sviluppo di capacità di esplorazione dello spazio profondo. L’ambizione dichiarata di Pechino è diventare una potenza spaziale leader mondiale entro il 2045, sfruttando la combinazione di innovazione tecnologica, infrastrutture digitali e strategia commerciale. Il tempo stringe...
Attenzione bene però, perché le ambizioni cinesi non si fermano qui: Pechino sta sviluppando mega costellazioni di satelliti, con circa 200.000 unità previste nei prossimi quattordici anni, per riservare slot orbitali strategici e frequenze radio, riducendo la dipendenza dalle infrastrutture straniere e rafforzando la propria sovranità spaziale. La Cina ha inoltre effettuato un record di 93 lanci spaziali nell’ultimo anno, supportata dalla crescita delle startup di voli commerciali e dalla costruzione di infrastrutture per missioni lunari e interplanetarie. Missioni come il Chang’e-6, che ha riportato campioni dalla faccia nascosta della Luna, dimostrano come il Dragone stia rapidamente consolidando esperienza e capacità operative nello Spazio profondo. La competizione con gli Stati Uniti, già evidente nei lanci satellitari e nello sviluppo di razzi riutilizzabili, è destinata a estendersi anche alla regolamentazione e al controllo commerciale dello stesso Spazio, trasformando l’esplorazione spaziale in un terreno cruciale di innovazione tecnologica, strategia economica e influenza geopolitica globale. È ancora presto per dire chi avrà la meglio...