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8 agosto 2026

La Corsica punta i fucili verso la Francia: “Qui non siete al sicuro”. Chi sono i guerriglieri del Fronte di Liberazione Nazionale che hanno avvertito Parigi?

  • di Federico Giuliani Federico Giuliani

8 agosto 2026

I gruppi autonomisti della Corsica si sono incaz*ati di brutto con Parigi. Il Flnc (Fronte di Liberazione Nazionale Corso), uno dei gruppi più noti, è tornato a mostrarsi in video con le armi ben in vista respingendo l’autonomia approvata da Parigi. Ecco che cosa sta succedendo in Francia

Foto: Ansa

La Corsica punta i fucili verso la Francia: “Qui non siete al sicuro”. Chi sono i guerriglieri del Fronte di Liberazione Nazionale che hanno avvertito Parigi?

L’ultimo video diffuso sui social lascia pochissimo spazio al l’interpretazione. Nella clip si vedono uomini incappucciati, con fucili in mano, che inviano un messaggio politico scandito come se fosse un ultimatum. Nelle scorse ore una quindicina di militanti del Flnc-Union des combattants, ossia il ramo clandestino del Fronte di liberazione nazionale corso, ha respinto pubblicamente il progetto di autonomia dell’isola approvato lo scorso 23 giugno dall’Assemblea nazionale francese e destinato ad arrivare al Senato in autunno. Siamo in Francia, o meglio, in Corsica, dove improvvisamente si sono risvegliate tensioni che sembravano sepolte sotto profondi strati di sabbia. Per questi guerriglieri la concessione delle autorità centrali non rappresenta un passo avanti, ma una “mascherata” che nega l’esistenza del popolo corso e tradisce le rivendicazioni portate avanti per decenni. La risposta dello Stato è stata immediata: il Parquet national antiterroriste ha aperto un’indagine per associazione finalizzata alla preparazione di atti di terrorismo e per reati legati alla detenzione e al trasporto di armi. Dietro lo scontro istituzionale si intravede una frattura molto più profonda: Parigi parla di autonomia dentro la Repubblica, il Flnc continua a ragionare in termini di nazione, resistenza e indipendenza.

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Per capire chi sono questi uomini bisogna tornare al 1976, quando il Flnc comparve sulla scena con una serie coordinata di attentati passata alla storia come la prima “notte blu”. Da allora il movimento si è trasformato in una galassia opaca fatta di scissioni, ricomposizioni, rivalità interne e lunghi periodi di clandestinità. Non è più l’organizzazione compatta degli anni Settanta, ma una nebulosa capace ancora di produrre pressione politica e simbolica. L’ultima azione rivendicata risale all’ottobre 2023: quarantacinque esplosioni contro residenze secondarie e un edificio fiscale dismesso ad Ajaccio, senza vittime. Nella conferenza clandestina il gruppo non ha attaccato solo il governo francese, ma anche i partiti nazionalisti corsi che sostengono il negoziato con Parigi, accusandoli di aver ingannato il proprio popolo. Nel mirino sono finiti inoltre presunti “manipolatori” ai vertici del potere, gruppi finanziari dell’isola e persino i collettivi antimafia. Il messaggio è chiaro: chi accetta il compromesso istituzionale viene considerato parte del problema, non della soluzione. Il punto più esplosivo, però, riguarda i non corsi. Il Flnc denuncia quella che definisce una “colonizzazione di popolamento”: l’arrivo ogni anno di migliaia di persone dalla Francia continentale, l’aumento delle seconde case e la trasformazione dell’isola in un territorio sempre meno controllato dai suoi abitanti storici. Da qui la frase che ha fatto scattare l’allarme politico e giudiziario: “Restate a casa vostra” e, in caso contrario, “non consideratevi al sicuro sul nostro territorio nazionale”. Non è soltanto una minaccia rivolta ai nuovi residenti, ma il segnale di una radicalizzazione del discorso identitario. Il conflitto tra identità corsa e sovranità francese non è mai stato davvero chiuso.

I guerriglieri del Fronte di liberazione nazionale corso
I guerriglieri del Fronte di liberazione nazionale corso Ansa

In conclusione, mentre il progetto di riforma promosso da Parigi punta a riconoscere la specificità storica, linguistica e culturale della Corsica e ad ampliare le competenze dell’Assemblea locale senza mettere in discussione l’appartenenza dell’isola alla Repubblica francese, il Flnc-Uc lo considera insufficiente e lontano dalle rivendicazioni storiche del nazionalismo corso. Il gruppo ha preso le distanze dal processo di dialogo avviato dopo le proteste del 2022, accusando le forze nazionaliste favorevoli ai negoziati di tradire le aspettative della popolazione e denunciando presunti interessi politici ed economici operanti sull’isola. Nel comunicato sono stati inoltre espressi timori per l’aumento degli arrivi dalla Francia continentale e per la crescita delle seconde case, interpretati come una forma di pressione demografica e immobiliare. Per Emmanuel Macron, ma soprattutto per il suo successore, il dossier corso si aggiunge a una sfilza di altre questioni irrisolte: dal tema sicurezza all'immigrazione, dall'ombra lunga dell'estrema destra alla politica estera. 

https://www.youtube.com/watch?v=_Iq-3VyRFzM

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