In Germania il settore dell'automotive è in crisi nera. Le auto tedesche, abbiamo scritto poche settimane fa, si stanno lentamente avviando verso il capolinea. C'è però un altro allarme che risuona da oltre le Alpi e che toglie ulteriore sonno ai poveri automobilisti già pressati dal prezzo impazzito del carburante, regalino di Donald Trump e della sua guerra in Medio Oriente. Negli ultimi anni le riparazioni in officina e i premi assicurativi hanno registrato incrementi considerevoli. Nel Paese ex locomotiva d'Europa riparare una vettura costa ormai il 62% in più rispetto al 2017. Si tratta di un incremento che supera di oltre due volte quello dell'inflazione generale, per la cronaca cresciuta nello stesso periodo del 26%. Soltanto nel 2025, giusto per sottolineare la gravità della situazione, le tariffe orarie delle officine tedesche sono aumentate del 7,5%: oltre tre volte più rapidamente dei prezzi al consumo. I dati sono più che credibili, visto che arrivano dalla Gesamtverband der Deutschen Versicherungswirtschaft (GDV), l'associazione tedesca delle compagnie assicurative.
Come ha spiegato Der Spiegel, il problema non riguarda soltanto la Germania e, soprattutto, non si esaurisce con il conto presentato dal meccanico. Il rincaro dei pezzi di ricambio, della manodopera e dei componenti tecnologici installati sulle vetture sta infatti mettendo nei guai anche le compagnie assicurative, che finiscono per trasferire una parte dei maggiori costi sui clienti. Secondo il GDV, il costo medio di un danno materiale a un'automobile tedesca è arrivato a circa 4.600 euro, il 70% in più rispetto al 2017. Nel 2025, come se non bastasse, i prezzi dei ricambi sono cresciuti del 5,6%, con alcuni componenti, come portiere, parafanghi posteriori e portelloni, arrivati quasi a raddoppiare di prezzo nell'arco di nove anni. Come mai? Tra i fattori indicati dagli assicuratori c'è il cosiddetto design protection, cioè la tutela del design dei componenti, che limita la possibilità di acquistare ricambi equivalenti da produttori indipendenti e può costringere gli automobilisti a rivolgersi direttamente alle case automobilistiche. In ogni caso il risultato è un circolo vizioso: riparazioni più care, risarcimenti più elevati e polizze più costose. Un effetto a cascata che sta toccando gran parte dell'Europa. Nel Regno Unito, per esempio, l'Association of British Insurers ha rilevato che nel primo trimestre del 2026 le compagnie hanno pagato 1,9 miliardi di sterline per riparare veicoli, il 3% in più rispetto al trimestre precedente. Il costo medio di un sinistro con danni accidentali è salito a 3.699 sterline, con un incremento trimestrale dell'8%. Altri spiccoli che evaporano come neve al sole.
E in Italia? Anche dalle nostre parti gli automobilisti hanno avuto modo di fare i conti con una crescita delle spese per mantenere (e assicurare) la propria vettura. Secondo la newsletter dell'IVASS, nel 2025 il premio medio dell'RC auto ha raggiunto 438 euro, con un aumento del 3,5% su base annua. Non dobbiamo poi dimenticare il capitolo carburanti, sul quale le prospettive europee non sono particolarmente rassicuranti. Eurostat ha rilevato che a settembre 2026 i prezzi di carburanti e lubrificanti per il trasporto privato nell'Unione europea erano aumentati del 31,4% rispetto allo stesso mese del 2025. Soltanto tra agosto e settembre, il diesel è rincarato del 5,9% e la benzina del 6,7%. Si tratta di una dinamica che ha interessato praticamente tutto il continente e che si è fatta sentire anche in Italia. Insomma, noi vi avvisiamo: la Germania potrebbe rappresentare l'antipasto di quello che potrebbe accadere anche negli altri mercati europei.