Torna sotto i riflettori il nome di Kanye West, questa volta accostato alla Cina. Kanye West e la Cina? Si tratta di un binomio che può sembrare insolito, ma non poi così tanto, visto che oltre la Muraglia la musica del rapper statunitense piace, almeno a giudicare dal successo riscontrato dai suoi ultimi concerti nel Paese asiatico. Ok, ma cosa diavolo è successo? Semplice: gamma. l'etichetta discografica di Ye (e di tanti altri artisti di fama mondiale) ha appena siglato un accordo pluriennale con NetEase Cloud Music, una specie di Spotify cinese che da quelle parti conta qualcosa come 200 milioni di utenti attivi mensili. Non sappiamo letteralmente un caz*o del contenuto del deal. Possiamo però leggere le intenzioni dei due firmatari del patto. Da un lato troviamo quindi gamma. intenzionata a portare le proprie star in uno dei mercati più grandi e ghiotti del pianeta, tale è quello cinese; dall'altro c'è la Cina che ha consentito NetEase di chiudere l'affare pensando al futuro ritorno di fiamma - in termini economici e di soft power – derivante dal far suonare Ye e soci nelle varie metropoli tecnologiche, tra coreografiche hi-tech e spettacoli con i droni. Kanye West e soci, perché nel pacchetto è inclusa anche la musica di Mariah Carey, Usher e Snoop Dogg. A quanto pare non si tratta soltanto di rendere disponibili canzoni e album in streaming. Il progetto comprenderebbe infatti anche promozione degli artisti, produzione di contenuti musicali originali e iniziative di scambio culturale.
NetEase Cloud Music è uno dei principali servizi musicali cinesi, secondo soltanto a Tencent Music Entertainment per dimensioni del mercato. Definirla la Spotify cinese aiuta a capire il suo ruolo, anche se la piattaforma si distingue per una forte componente comunitaria: gli utenti possono condividere contenuti, scoprire nuovi artisti e interagire attorno alla musica. Il servizio ospita inoltre più di 1,25 milioni di musicisti indipendenti. Per gamma., che attraverso la propria infrastruttura Vydia gestisce oltre 10.000 nuove pubblicazioni al mese, l'intesa offre un accesso diretto a un pubblico enorme, con strumenti promozionali e conoscenze del mercato locale che una semplice distribuzione internazionale difficilmente garantirebbe. Il precedente che ha convinto le due società a rafforzare la collaborazione riguarda proprio Mariah Carey. Nel settembre 2025 il suo album Here for It All aveva debuttato sulla piattaforma cinese ottenendo, nelle prime due settimane, oltre quattro volte gli ascolti registrati nello stesso periodo da Caution, disco del 2018. Secondo i dati diffusi dalle aziende, entro il quattordicesimo giorno il nuovo lavoro aveva superato anche i risultati in Cina di tutti gli album in studio pubblicati dalla cantante nel decennio precedente: un risultato che dimostra quanto il mercato cinese possa offrire agli artisti occidentali margini di crescita ancora significativi.
Per il controverso Kanye West la Cina non è un territorio inesplorato. Nel settembre 2024 il rapper si era esibito a Haikou, sull'isola meridionale di Hainan, tornando nel Paese per la prima volta dal 2008. Il successo fu notevole. Il primo spettacolo generò 51 milioni di yuan, circa 7,2 milioni di dollari, in ricavi dalla vendita dei biglietti, mentre le entrate turistiche per la città raggiunsero circa 373 milioni di yuan, equivalenti a oltre 52 milioni di dollari. Il quotidiano hongkonghese South China Morning Post ha raccontato all'epoca che le autorità locali hanno iniziato a puntare su star internazionali dell'hip-hop per attirare visitatori, sostenere i consumi e promuovere Hainan come destinazione turistica e commerciale. A proposito di soft power, la diffusione della musica americana consente alla Cina di presentarsi come un mercato capace di attrarre artisti globali e di offrire loro opportunità commerciali. Occhio: non significa che l'accordo con gamma. sia stato stipulato o diretto dal governo di Xi Jinping - non ci sono prove pubbliche in questo senso - ma che incarni, semmai, un interesse convergente tra imprese e istituzioni in un Paese che negli ultimi anni ha cercato di sfruttare concerti ed eventi internazionali anche per stimolare i consumi e rafforzare l'immagine delle proprie città.