“E se proprio il modello governativo cinese potesse essere il vero modello dell'Unione europea?”. Poco più di un anno fa il nostro direttore Moreno Pisto si trovava in Cina e nel suo reportage sul campo si poneva questa domanda. Abbiamo la risposta: piaccia o non piaccia alla fine moriremo cinesi. L'Europa, o meglio ancora potremmo dire l'intero Occidente, sta infatti lentamente adottando lo stesso modello politico, economico e gestionale che ha più volte criticato, attaccato e denigrato con spocchiosità: quello della Cina. È un modello molto diverso dal nostro perché non rispecchia i canoni della democrazia di stampo occidentale, non si sposa per niente bene con liberismo e liberalismo, e soprattutto non ha una diversa sensibilità nei confronti dei diritti umani. È però un modello che “bada al sodo”, che pianifica lo sviluppo del Paese in un arco temporale lunghissimo - un lusso che nessuna democrazia può vantare – e che raggiunge i risultati affidandosi a una schiera di tecnocrati altamente preparati. Sembrerà un paradosso, potrà creare diversi imbarazzi, qualcuno proverà a negare ma la verità è che Unione europea e Stati Uniti hanno da tempo iniziato a imitare i connotati del modello cinese. Per il momento hanno abbozzato soltanto i contorni, poi chissà.
L'ultima evidenza arriva dall'Italia. In commissioni Trasporti e Attività produttive il governo Meloni ha dato il via libera al decreto legislativo sul riconoscimento facciale. In termini giuridici, si tratta di un provvedimento normativo che recepisce il regolamento europeo Ai Act, ampliando e disciplinando l'uso di sistemi di identificazione biometrica remota e videosorveglianza intelligente da parte delle forze di polizia. L'obiettivo è quello di consentire loro di attingere all'integrazione fra intelligenza artificiale e telecamere di videosorveglianza per identificare persone (ricercate, sospettate o coinvolte in attività oggetto di indagine) attraverso immagini già registrate e, in casi particolari, mediante controlli in tempo reale. Nei luoghi considerati sensibili per l'ordine pubblico - come piazze, stadi o aree interessate da manifestazioni - i dati biometrici delle persone riprese dalle telecamere installate nella zona potranno essere conservati per sette giorni. Se entro quel periodo verrà commesso un reato, questi dati potranno essere utilizzati nell'ambito delle indagini. In caso contrario saranno invece cancellati. Il funzionamento del sistema è questo: una telecamera acquisisce l'immagine di una persona e un software analizza alcuni elementi del volto, come la distanza tra gli occhi, la forma del naso e la disposizione degli altri tratti somatici. Le informazioni vengono poi convertite in un modello matematico e confrontate con fotografie già presenti nelle banche dati disponibili.
La Cina è nota per usare sistemi di riconoscimento facciale molto rodati, invasivi e avanzati. Altro che immagini riprese dalle telecamere: oltre la Muraglia si parla già di come utilizzare al meglio i big data per aiutare la polizia a comprendere le abitudini e persino lo stato d'animo di una persona basandosi sulla sua storia clinica, sulle abitudini di acquisto online, sulle interazioni con i vicini e sull'utilizzo di elettrodomestici intelligenti. L'obiettivo? Rendere le città più sicure, combattere la criminalità, limitare il numero di reati. Se il primo passo consiste nel riconoscere coloro che hanno commesso una qualche irregolarità attraverso i dati biometrici, gli step successivi sfruttano l'Ia per conoscere, addirittura prevedere e controllare i cittadini. L'Europa si è incamminata proprio su questo percorso. Lo stesso è avvenuto negli Stati Uniti sul fronte economico, con il rafforzamento delle aziende hi-tech fondamentali per garantire il primato nazionale nel mondo. Negli Usa, come scrivevamo un anno fa, Donald Trump ha sostanzialmente decretato il passaggio dalla democrazia liberale all'efficienza tecnocratica incarnata dal modello cinese. Qualcosa di simile, come detto, sta avvenendo anche a Bruxelles. La Cina ha smesso di imitare l'Occidente. Adesso è l'Occidente che, zitto zitto, copia la Cina.