I dazi? Un’arma rozza e populista, giusto? Sbagliato. Perché se c’è una cosa che Amedeo Iasci, alias sui social Jashi Project, ci sta spiegando da mesi è che quei dazi – anche se fanno male all’Italia – sono la reazione a un gioco che sarebbe truccato da anni. E Trump è l’unico che ha avuto il coraggio di ribaltare il tavolo. “Quello che nessuno dice – spiega Jashi – è che gli Stati Uniti pagano da decenni dazi molto più alti rispetto a quelli imposti dagli altri. Se la Cina mi mette un dazio al 67%, io metto il 34%. Trump ha tagliato il 50%. Questo numero non include solo i dazi, ma anche tutte le manovre con cui gli altri paesi abbassano artificialmente i prezzi: svalutazioni della moneta, barriere non tariffarie, normative di accesso”. In sostanza: per vendere in America basta respirare, ma per entrare in Europa – specie in Italia – le aziende americane devono scalare un Everest. “Ho fatto la mia tesi di laurea sulla difficoltà che un’azienda farmaceutica americana ha nell’entrare nel mercato italiano. In Europa le aziende sono sempre le stesse, è quasi impossibile entrare”.
Nel frattempo, però, tutto il mondo ha sempre esportato negli Usa senza grossi problemi: “L’America è un importer seriale”, dice Jashi. “Tutti gli stati che fanno business con l’America esportano più all’America di quello che comprano. Il Canada, ad esempio, importa l’1% dagli Usa, ma esporta il 20% del suo Pil verso l’America. Se ci metti un dazio, ci perdi tu”. E così Trump ha cambiato le regole. Ha messo dazi del 25% su settori strategici come le auto – e questo sta già spingendo aziende come Porsche e Bmw a pensare di spostare la produzione in America. Perché? Perché a conti fatti conviene. “Con dazi al 25% e tasse ridotte fino al 5%, se sposti la produzione in Usa ti risparmi decine di miliardi l’anno. E con robot e incentivi, l’investimento lo recuperi in cinque anni”. Chi guarda lontano si muove. Ford ha già abbassato i prezzi, prevedendo che le auto europee aumenteranno: “Ford ha annunciato l’employee pricing: prezzi scontati come per i dipendenti. E si prende i clienti per i prossimi dieci anni”.
“I dazi mi stanno sul cazzo perché danneggiano anche l’Italia. Ma capisco la strategia. Questa è la differenza tra una persona di parte e una persona oggettiva”. Tanto che, a quanto pare, "i dazi che tanto insultate stanno portando trilioni di dollari di investimento in America più dell’intera economia italiana di un anno". Ma chi è Jashi, e perché la sua voce è così interessante? Amedeo Iasci vive negli Stati Uniti da sette anni. Ha lasciato un posto sicuro in Lamborghini per dedicarsi al mercato immobiliare, iniziando da zero. A 26 anni ha trasformato i suoi investimenti in una carriera a tempo pieno, fondando una community sui social che oggi conta centinaia di migliaia di persone: “Il mio obiettivo è insegnare a chi parte da poco come entrare in un mondo che sembra chiuso a chi non ha capitali”. E intanto, mentre l’Italia si lamenta, lui ci dice delle amare verità. Senza filtri, e con i numeri in mano.
