image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

23 luglio 2024

Ma davvero c’è la prima vittima in Italia degli airbag difettosi “killer” Takata? Martina Guzzi e il mistero dell’incidente in Citroen

  • di Lorenzo Fiorentino Lorenzo Fiorentino

23 luglio 2024

È arrivata davvero la prima vittima in Italia causata dagli airbag difettosi (e “killer”) della Takata? La morte della giovane Martina Guzzi e il mistero dell’incidente in Citroen, ma cosa ha portato alla tragedia? Ecco i numeri della strage dei cuscinetti che dovrebbero salvare le vite degli automobilisti e dei passeggeri, e che invece…
Ma davvero c’è la prima vittima in Italia degli airbag difettosi “killer” Takata? Martina Guzzi e il mistero dell’incidente in Citroen

Trovata, forse, la vera causa della morte di Martina Guzzi, la ventiquattrenne che ha perso la vita dopo un incidente in auto lo scorso ventotto maggio a Catanzaro. Stava guidando la Citroen del fidanzato per andare in palestra quando si è scontrata, frontalmente, con una vettura che dall’altra corsia ha azzardato un sorpasso ad alte velocità. Eppure, a uccidere la giovane non sarebbe stato l’impatto con l’altra automobile, quanto lo scoppio dell’airbag che avrebbe dovuto proteggerla e salvarle la vita, ma che invece potrebbe aver fatto tutt’altro. A rivelarlo ora è la perizia redatta dai consulenti della procura di Catanzaro Isabella Aquila (direttrice della scuola di specializzazione di Medicina legale) e l’ingegnere Roberto Arcadia dell’Ufficio della Motorizzazione civile, secondo cui “‘si esclude altra lesività traumatica riconducibile all’incidente in cui è rimasta coinvolta la signora Guzzi Martina’, e invece – riporta il Corriere della Sera – ‘dal punto di vita medico legale si può concludere che la sua morte sia in nesso di casualità diretta con un malfunzionamento del sistema di detonazione dell’airbag che, a seguito dell’urto, proiettava ad alta energia cinetica un corpo metallico con modalità di urto e lesività assimilabili a ferita d’arma da fuoco’”. Ma ci troviamo di fronte alla prima vittima (italiana) dei dispositivi difettosi e “killer” della Takata?

Martina Guzzi
Martina Guzzi
https://mowmag-store.myspreadshop.it

Se confermata in modo definitivo la relazione dei due consulenti, allora la giovane calabrese diventerebbe ufficialmente la prima persona in Italia uccisa dagli errori della Takata, un’azienda giapponese (fallita nel 2017) che per anni ha rifornito, grazie ai suoi prezzi super competitivi, decine di case automobilistiche, tra le più importanti, in tutto il mondo. Dalla Honda alla Volkswagen, passando anche per Audi, Skoda, Bmw, Stellantis e, quindi, anche Citroen. La casa francese, in seguito allo scandalo, ha richiamato addirittura seicentomila vetture tra C3 e Ds3 realizzate tra il 2009 e il 2019. Tra queste, a quanto pare, figurava anche l’auto in cui ha perso la vita Martina Guzzi. Infatti, secondo quanto riportato dal Corriere, “lui (il fidanzato della vittima, ndr) aveva ricevuto una lettera di richiamo e aveva scritto alla casa automobilistica pochi giorni prima dell’incidente, dicendosi disponibile alle verifiche e all’eventuale cambio di airbag. ‘Ma da loro nessuna risposta’ giura Andrea Rubini, che con la sua Gedigroup tutela i diritti della famiglia di Martina”. Ma se lo scontro del ventotto maggio sarebbe la prima tragedia in Italia causata dagli airbag difettosi della Takata, fino a questo momento si contano una quindicina di feriti, negli Usa la conta è ben più drammatica. Oltreoceano, infatti, in quindici anni ci sono stati quattrocento feriti e ventisette decessi; mentre a Tokio stimano che siano cento milioni i veicoli coinvolti in questo scandalo.

https://mowmag.com/?nl=1

More

Bambina dimenticata in auto e morta di caldo, com’è potuto accadere? Un nuovo tragico caso che dimostra anche l’inutilità dei dispositivi anti abbandono, perché...

di Lorenzo Fiorentino Lorenzo Fiorentino

Metodi giusti?

Bambina dimenticata in auto e morta di caldo, com’è potuto accadere? Un nuovo tragico caso che dimostra anche l’inutilità dei dispositivi anti abbandono, perché...

Schianto e volo in pista, che paura: Rossi rimane senza benzina, poi lo scontro, il decollo e il cappottamento multiplo. E si rischia la tragedia... [VIDEO]

di Lorenzo Fiorentino Lorenzo Fiorentino

Ci è mancato poco...

Schianto e volo in pista, che paura: Rossi rimane senza benzina, poi lo scontro, il decollo e il cappottamento multiplo. E si rischia la tragedia... [VIDEO]

Gordon Ramsay ha rischiato di morire in un incidente. Ecco come si è salvato e con quali conseguenze lo chef di “Hell's kitchen (Cucine da incubo)”

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Protezioni a cinque stelle

Gordon Ramsay ha rischiato di morire in un incidente. Ecco come si è salvato e con quali conseguenze lo chef di “Hell's kitchen (Cucine da incubo)”

Tag

  • Cronaca
  • Incidente
  • Incidente mortale
  • Airbag
  • Attualità

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: che ci faceva Andrea Sempio a Lungavilla il 12 febbraio 2017? Chi c’era con lui e cosa si sono detti. L’esclusiva di MOW sull’Intercettazione 141

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: che ci faceva Andrea Sempio a Lungavilla il 12 febbraio 2017? Chi c’era con lui e cosa si sono detti. L’esclusiva di MOW sull’Intercettazione 141
  • Dopo l'intervista di Ranucci in Zimbabwe spunta l'accordo segreto per zittire Chimutengo: così Neutralia e Lavitola hanno provato a chiudere il caso Afro Carbon e a far sparire la pista africana

    di Michele Larosa

    Dopo l'intervista di Ranucci in Zimbabwe spunta l'accordo segreto per zittire Chimutengo: così Neutralia e Lavitola hanno provato a chiudere il caso Afro Carbon e a far sparire la pista africana
  • Fermatevi un attimo e ascoltate cosa ha detto George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia sul giornalismo: “Vogliono far tacere chi fa domande. L'informazione è in mano agli uomini più ricchi”

    di Domenico Agrizzi

    Fermatevi un attimo e ascoltate cosa ha detto George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia sul giornalismo: “Vogliono far tacere chi fa domande. L'informazione è in mano agli uomini più ricchi”
  • Mamma e figlia avvelenate a Natale: mail e chat dal PC (parlante) di Gianni Di Vita. L’indiscrezione che vale la svolta?

    di Emanuele Pieroni

    Mamma e figlia avvelenate a Natale: mail e chat dal PC (parlante) di Gianni Di Vita. L’indiscrezione che vale la svolta?
  • Delitto di Garlasco: la cassaforte, la “stanza 27” e “l’archivio che non doveva esistere”? Grimaldi ha ragione sul dovere della trasparenza

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: la cassaforte, la “stanza 27” e “l’archivio che non doveva esistere”? Grimaldi ha ragione sul dovere della trasparenza
  • Mamma e figlia avvelenate a Natale: Pietracatella, ricina e acqua santa? Gli inquirenti (ri)vogliono Don Stefano (e la storia della “busta Monique”)

    di Emanuele Pieroni

    Mamma e figlia avvelenate a Natale: Pietracatella, ricina e acqua santa? Gli inquirenti (ri)vogliono Don Stefano (e la storia della “busta Monique”)

di Lorenzo Fiorentino Lorenzo Fiorentino

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Perché il vigile di Sanremo che timbrava il cartellino in mutande verrà risarcito con 227mila euro (e ne vuole anche di più)? L'incredibile caso, dalle accuse di truffa al licenziamento, fino all'incasso: ma com'è possibile?

di Domenico Agrizzi

Perché il vigile di Sanremo che timbrava il cartellino in mutande verrà risarcito con 227mila euro (e ne vuole anche di più)? L'incredibile caso, dalle accuse di truffa al licenziamento, fino all'incasso: ma com'è possibile?
Next Next

Perché il vigile di Sanremo che timbrava il cartellino in mutande...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy