Delle metafore con cui è stato definito Matteo Renzi quella senza dubbio più suggestiva lo vede nelle vesti di un giocatore di poker. Siede al tavolo da più di vent'anni ed è riuscito a non alzarsi mai, anche quando le fiches erano quasi arrivate a zero. Ha rischiato, ha bluffato con Letta e Calenda, ha anche perso qualche volta. Una in particolare ha rischiato di finirlo, il referendum del 2016, un all in costato carissimo. Ma anche dopo quella batosta è riuscito a tornare in alto, a decidere i giochi della politica italiana. Strategico e spietato quando serviva. Per alcuni un democristiano nato fuori tempo massimo, uno che il gioco della politica, fatto di astuzie per la conquista del potere, lo conosce. Quasi uno statista di machiavelliana memoria. E ieri al Senato lo ha dimostrato ancora una volta.
Lo scontro dei Matteo
Il leader di Italia Viva nel question time di ieri 8 gennaio ha colto l'occasione per punzecchiare il governo sulla sicurezza. Il tema sono le recenti morti di Alessandro Ambroso, il capotreno di 34 anni accoltellato a Bologna la notte del 5 gennaio e di Aurora Livoli, 19enne trovata morta a Milano lo scorso 28 dicembre. “Non hanno fallito le forze dell’ordine, ma lo Stato e il vostro governo, che continua a parlare di sicurezza ma non si accorge, tra la fuffa sul decreto rave e la propaganda sul protocollo Albania, che il vero problema è che state prendendo in giro gli italiani, riempiendovi la bocca di slogan senza riuscire a garantire la certezza della pena”. Ha detto Renzi al Senato, entrando in quello che è uno dei temi forti della propaganda del Governo. La sicurezza ha sempre ossessionato negli ultimi anni il centrodestra, facendone una potente arma a partire dagli anni della crisi degli sbarchi, proprio durante il governo Renzi. Secondo l'ex PD la destra dai banchi del Governo non si starebbe dimostrando in grado di dare attuazione a ciò che per anni ha predicato. Alle accuse ha risposto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che dati alla mano ha parlato di una riduzione generalizzata dei reati pari al 3,5 per cento nel 2025. In particolare: le violenze sessuali calano del 7,5%, i maltrattamenti in famiglia dell’8 per cento, le lesioni del 4%, i furti del 6%, le rapine del 4,5%, le estorsioni del 5% e lo sfruttamento della prostituzione del 9%. Renzi replica: “Guardate che sul tema della sicurezza state perdendo i ‘vostri’ e prima o poi ve ne accorgerete”.
Il nuovo vecchio leader dei moderati?
Ma quello di Matteo Renzi al Senato è molto di più di un intervento di un senatore dell'opposizione. Renzi ha attaccato Meloni e i suoi sul loro tema forte, costringendoli a una reazione. Al contrario, se il Governo perdurasse nella sua “inerzia”, Renzi potrebbe continuare a spingere sulla questione sicurezza. Un win-win. Non è un caso, Renzi vuole tornare ad accaparrarsi l'elettorato che lo ha portato al Governo. Quello della classe media, della borghesia spaventata dalla violenza. Troppo snob per il centrodestra ma troppo poco radicale per la nuova sinistra di Schlein e Conte. Infatti il leader di Iv conclude l'intervento rivolgendosi ai suoi: “Se vogliamo essere un’alternativa al Governo Meloni, non la si costruisce difendendo dittatori come Maduro. L’alternativa si costruisce dicendo che questo Governo fallisce sulle tasse e sulla sicurezza, cioè su quei temi su cui ci ha riempito di promesse e ha clamorosamente fallito”. In un colpo solo fa opposizione al Governo, critica il centrosinistra sul Venezuela e si pone ancora come portavoce e leader del mondo moderato. E forse è ancora lo stratega migliore in circolazione.