Tutti, o forse sarebbe meglio dire tutto, contro Elon Musk. È un momento complicato per l'ex amicone di Donald Trump, alle prese con importanti magagne che stanno infettando praticamente ogni ramo del suo immenso impero. Il dossier più caldo coinvolge i social network. Già, perché X, di cui Musk è proprietario, si trova di fronte a una situazione surreale: Twitter è tornato. Spieghiamo meglio: una nuova piattaforma che usa proprio quel nome, l'uccellino blu e un'interfaccia molto simile all'originale ha lanciato il guanto di sfida a X. I riflettori sono puntati su Operation Bluebird, startup guidata anche da Stephen Coates, ex responsabile legale di Twitter prima dell'arrivo di Elon. Il progetto si chiama Twitter.now e per ora è piccolo, con appena centinaia di utenti e un accesso iniziale a pagamento. Ma il valore dell'operazione è soprattutto simbolico. Nel 2022 Musk comprò Twitter per 44 miliardi di dollari, nel 2023 ne cancellò il nome e trasformò il social in X. Ora qualcuno sta provando a fare il percorso inverso: riprendersi il marchio e costruire una nuova piattaforma proprio sulle macerie di quella vecchia. Il messaggio di Coates è esplicito: “Get over your X. The bird is back”. E per Musk è una provocazione difficile da ignorare, perché la persona che vuole riportare in vita Twitter conosce dall'interno il marchio che sta cercando di sottrargli.
Business Insider ha spiegato che Coates vuole costruire un social nel quale siano gli utenti, e non soltanto l'algoritmo della piattaforma, a decidere quanto contenuto falso o potenzialmente dannoso debba arrivare nei loro feed. Il sistema Vera analizza i post, verifica le affermazioni e assegna segnali di affidabilità, mentre il Trust Dial dovrebbe permettere agli utenti di scegliere il livello di contenuti che vogliono vedere. Nel frattempo X ha citato Operation Bluebird per impedire il lancio della nuova piattaforma, mentre la startup sostiene che Musk, cancellando Twitter e tweet dalla nuova identità aziendale, abbia di fatto abbandonato quei marchi. Lo scorso aprile il giudice federale Colm Connolly aveva indicato durante un'udienza che X non aveva fornito prove sufficienti dell'uso del logo dell'uccellino e della parola “tweet”; sulla parola “Twitter”, invece, il giudice ha lasciato la questione aperta. Una decisione scritta non è ancora arrivata. Bluebird ha però deciso di non aspettare oltre e ha lanciato comunque il servizio. La partita, dunque, è appena cominciata.
La pressione, però, non arriva soltanto dal social network. Anche gli altri due grandi pilastri dell'impero Musk, Tesla e SpaceX, stanno affrontando una fase delicata. Tesla ha visto il titolo perdere terreno nel 2026, mentre gli investitori continuano a interrogarsi sull'effetto dei tagli ai prezzi sui profitti, sui ritardi dei robotaxi e sulla quantità di denaro destinata all'intelligenza artificiale. A questo si aggiunge la Cina, dove Tesla deve affrontare una concorrenza sempre più aggressiva e problemi di sicurezza che hanno portato a richiami su larga scala. Ma è SpaceX a trovarsi davanti a una sfida che fino a poco tempo fa sembrava impensabile. Qualche settimana fa la società cinese LandSpace ha recuperato con successo il primo stadio del suo razzo orbitale Zhuque-3. È la prima volta che un'azienda cinese riesce a riportare a terra un booster di questa categoria. Il risultato non significa che LandSpace abbia raggiunto SpaceX: Zhuque-3 ha alle spalle un solo recupero, mentre i razzi di SpaceX sono stati fatti atterrare con successo più di 600 volte dal 2015. Ma il segnale è evidente. I razzi riutilizzabili non sono più una tecnologia esclusivamente americana e la Cina sta iniziando a ridurre uno dei vantaggi che hanno reso SpaceX dominante nel mercato dei lanci. Attenzione, infine, a un problema finanziario non da poco: circa 319 milioni di azioni SpaceX detenute da dipendenti e primi investitori sono diventate negoziabili, mentre altre tranche arriveranno nei prossimi mesi. Non solo: circa 1,3 miliardi di azioni potrebbero diventare disponibili intorno ai risultati del terzo trimestre, con un'altra tranche prevista a dicembre. SpaceX conserva un vantaggio enorme, soprattutto grazie a Starlink, alla frequenza dei lanci e all'esperienza accumulata. Ma il quadro sta cambiando. E l'impero di Musk sta scricchiolando come non accadeva da anni.