La notizia è da prendere con le pinze ma racconta bene in che situazione è finita la Russia. Con la guerra in Ucraina che ormai sta durando più della Prima Guerra Mondiale, una situazione sul campo delicatissima e per alcuni esperti a vantaggio di Kiev, e con sempre meno vie d'uscita all'orizzonte che non facciano perdere la faccia a Vladimir Putin, Mosca potrebbe scegliere di raddoppiare la posta in gioco. C'è chi ipotizza un'eventuale allargamento del conflitto oltre i confini ucraini, con il rischio di uno scontro aperto con la Nato e chi, come la rivista austriaca Profil, racconta di un piano segreto in lavorazione al Cremlino per prendere il controllo di una parte d'Europa e sfruttarla per indebolire Bruxelles (come fatto, in passato, in altre circostanze). Una fuga di notizie avrebbe acceso i riflettori sulla volontà di Putin di creare un'alleanza centroeuropea tra Austria, Ungheria e Slovacchia, un'alleanza a trazione conservatrice da usare per colpire l'Unione europea e gli Stati Uniti. Spieghiamo meglio: il famigerato Gruppo di Visegrad - composto da Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria - dovrebbe essere sostituito da un più ristretto Accordo di Vienna volto alla creazione di un nuovo Stato federale. Questa nuova Austria-Ungheria dovrebbe essere attiva sul web, con pubblicità su Facebook, canali Telegram e aiuti russi alle start-up locali.
Il piano sarebbe stato delineato dalla Social Design Agency (Sda), una specie di fabbrica di troll russa che gestisce massicce operazioni di influenza in Occidente per conto di Putin. L'obiettivo finale? Il ripristino dell' “influenza” austriaca negli ex territori della Corona, il rafforzamento delle rivendicazioni territoriali ungheresi sulla Transcarpazia ucraina, persa da Budapest dopo la Prima Guerra Mondiale, e l'indipendenza politica dall'Ue e dagli Stati Uniti. Nella sezione denominata “Obiettivo del progetto per l'Europa centrale” si legge che “bisogna convincere i decisori politici, i leader d'opinione e i cittadini dell'Ue politicamente attivi della possibilità di instaurare strette relazioni politiche ed economiche tra gli Stati e i territori che facevano parte dell'ex Impero austro-ungarico, in particolare Austria, Ungheria e Slovacchia”. A lungo termine, ciò dovrebbe portare alla creazione di un “attore unico, forte e indipendente”. Da qui Mosca vorrebbe costruire un contro modello, qualcosa di più conservatore di Francia e Germania, meno filo americano di Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina e Stati baltici, religiosamente e socio politicamente diverso dalla Scandinavia, ed economicamente più forte e industrioso dell'Europa meridionale.
Il progetto, ha sottolineato ancora la rivista Profil, sarebbe stato implementato su tre piattaforme mediatiche in tedesco, ungherese e slovacco: Facebook, X e Telegram. In una fase preliminare, sarebbero stati compilati brevi profili di opinion leader e decisori, create mappe mediatiche, identificati potenziali autori e analizzate le iniziative culturali e sociali nei tre Paesi. Ma perché l'Austria? Parliamo di una nazione politicamente polarizzata. Nei sondaggi, l'Fpo è nettamente in vantaggio sull'Ovp e sull'Spo. Herbert Kickl è il leader di uno dei partiti più filo russi dell'Europa occidentale: nel 2016 il suo partito ha stretto un accordo di amicizia con il partito di Putin, "Russia Unita", e in parlamento si sentono regolarmente i principali esponenti dell'Fpo criticare le sanzioni contro la Russia, invocando la neutralità austriaca e il rifiuto di una più stretta cooperazione con la Nato. E il Cremlino cosa avrebbe da guadagnare da tutto questo? A quanto pare, vorrebbe dividere il Vecchio Continente e trovare nuovi alleati in Europa. Per intraprendere una guerra lontana dai campi di battaglia tradizionali dell'Ucraina, senza missili né droni.