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Omicidio Poggi, SVOLTA NELLE INDAGINI: come mai la spazzatura era in ottime condizioni? Come è stata conservata per diciotto anni? Cosa ha mangiato Chiara la mattina del delitto che potrebbe aprire nuovi scenari?

  • di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

  • Foto di ANSA

19 giugno 2025

Omicidio Poggi, SVOLTA NELLE INDAGINI: come mai la spazzatura era in ottime condizioni? Come è stata conservata per diciotto anni? Cosa ha mangiato Chiara la mattina del delitto che potrebbe aprire nuovi scenari?
A Garlasco, dopo diciassette anni, la polvere viene spazzata via dai vecchi reperti. Dentro una scatola, ancora tracce da analizzare: “Non era tutto marcio, era tutto secco”. Spunta di nuovo Andrea Sempio, amico di Chiara, unico indagato nella nuova inchiesta. Si ricomincia dai tamponi, poi il DNA e forse qualche verità in più. La difesa prova a frenare, ma la gip prende tempo e vuole andare a fondo.
E intanto una domanda resta appesa, da quell’agosto 2007: chi ha ucciso Chiara Poggi?

Foto di ANSA

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

Non era tutto marcio. Era tutto secco. E ancora lì, dopo diciassette anni. I reperti sequestrati nella villetta di via Pascoli, a Garlasco, dove il 13 agosto 2007 fu uccisa Chiara Poggi, sono stati rispolverati – letteralmente – dai tecnici della scientifica. “Erano in buone condizioni, tanto che si è provveduto alla tamponatura” ha spiegato Luciano Garofano, l’ex comandante dei Ris e ora consulente tecnico di Andrea Sempio. È lui, l’amico di famiglia indagato nella nuova inchiesta che potrebbe riaprire il cold case più mediatico degli anni Duemila. La novità è che, dopo anni di archiviazioni, sentenze definitive (Alberto Stasi è in carcere per l’omicidio), e mille dubbi rimasti nell’aria, i magistrati di Pavia hanno deciso di tornare a rovistare nella scatola dei ricordi — e dei delitti. Quella che conteneva i reperti conservati dalla scientifica. E a sorpresa, si è scoperto che tutto è ancora analizzabile: “Abbiamo iniziato a fare i tamponi su tutto il contenuto” ha raccontato Garofano uscendo dalla Questura di Milano, dove si sta svolgendo l’incidente probatorio ordinato dalla gip Daniela Garlaschelli.

ANSA, Andrea Sempio
ANSA, Andrea Sempio
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Un dettaglio non da poco, visto che tra quei reperti c'è anche il DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, ai tempi attribuito proprio ad Andrea Sempio. “Ora faremo solamente la campionatura e la conclusione delle campionature sugli acetati che contenevano le impronte papillari”, ha aggiunto Garofano, confermando che si andrà avanti fino a luglio e agosto. A quel punto, quanto raccolto sarà trasferito all’ospedale Fatebenefratelli per esami più complessi. Proprio lì si cercheranno conferme genetiche per capire a chi appartiene davvero quel materiale biologico. Il testacoda giudiziario si complica anche per via di un’eccezione sollevata dalla difesa di Sempio. L’avvocato Taccia ha contestato la validità del decreto di sequestro, ma la gip ha preferito non decidere subito: “Si è riservata di discuterlo in incidente probatorio”, ha detto ancora Garofano. Una mossa che tiene il caso in bilico tra giustizia e polvere, tra colpi di scena e memoria giudiziaria. Nel frattempo, i risultati preliminari dei tamponi potrebbero arrivare già la prossima settimana. Un antipasto in attesa del piatto principale: la risposta a una domanda che da 17 anni non smette di tormentare la famiglia Poggi, i giornalisti e l’opinione pubblica. Chi ha ucciso Chiara?

ANSA, Alberto Stasi
ANSA, Alberto Stasi
ANSA, Alberto Stasi
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