In patria lo chiamano “il mago dei droni”. Se l'Ucraina non è stata travolta dalla Russia lo deve in gran parte alla magia di Mykhailo Fedorov. È stato lui, quando ricopriva il ruolo di ministro della Difesa, a rivoluzionare la strategia bellica di Kiev scommettendo sui velivoli senza pilota. Gli Uav hanno infatti consentito alle forze ucraine di tenere testa a Mosca e di infliggere gravi danni “a domicilio” al nemico. Peccato per Fedorov che tutto questo non sia stato sufficiente a evitare la purga di Volodymyr Zelensky. Sei settimane fa, nel bel mezzo di un mese di luglio più torrido del solito, il presidentissimo ha pensato bene di licenziarlo scatenando aspre polemiche nel Paese per una decisione assolutamente impopolare. Il motivo della rottura tra Fedorov e Zelensky? Differenti vedute, per altro fatte filtrare in pubblico, tra l'ex ministro e l'ex comandante delle forze armate ucraine Oleksandr Syrsky su come proseguire il conflitto. Alla fine sono stati silurati entrambi nell'ennesima lotta di potere intestina che ha scosso Kiev.
Fedorov, brillante 35enne esperto di tecnologia, c'ha messo poco a trovare un nuovo impiego. Ha infatti dichiarato di aver accettato l'incarico di “consigliere per l'innovazione nella difesa” gentilmente offertogli dal ministro della Difesa italiano Guido Crosetto. “In questo ruolo aiuterò l'Italia a sviluppare tecnologie per la guerra moderna, a migliorare il suo settore della difesa e ad adattarsi alle nuove sfide di sicurezza globali", ha spiegato lo stesso Fedorov che, in base a quanto ha comunicato il suo ufficio stampa, continuerà a vivere e lavorare a Kiev. Anche perché, come ha riferito il sito Politico, il “mago dei droni” affiancherà la consulenza italiana al suo impegno principale: la gestione di un fondo di investimento per la difesa in Ucraina. Il giorno dopo la rottura con Zelensky, Crosetto avrebbe chiamato Fedorov per fargli una domanda precisa: “Quando ti piacerebbe venire a Roma per lavorare con me come consulente?”. Ma cosa farà l'ex ministro ucraino per il ministero italiano della Difesa? A regola dovrebbe mettere la sua esperienza e il suo know how militare a disposizione di Crosetto, soprattutto in dossier quali l'impiego dei droni (la specialità della casa), l'innovazione digitale applicata alla pubblica amministrazione e la difesa aerea.
Curiosa la parabola di Fedorov. Nel 2019, a soli 28 anni, è entrato nel governo di Zelensky come vicepremier e ministro della Trasformazione digitale, dopo aver contribuito alla campagna elettorale dell'ex comico. In quel periodo ha costruito la sua fama di innovatore spingendo la digitalizzazione dello Stato attraverso Diia, la piattaforma che ha portato sullo smartphone una parte crescente dei servizi pubblici ucraini, dai documenti alle pratiche amministrative. Un approccio che Fedorov avrebbe poi trasferito sul campo di battaglia, diventando uno dei principali promotori dell'impiego di Starlink e della costruzione di un ecosistema militare fondato su droni, software, intelligenza artificiale e collaborazione tra forze armate, aziende e startup. Proprio questa ascesa, però, ha finito per trasformare Fedorov in una figura sempre più autonoma rispetto a Zelensky. Dopo essere stato estromesso nell'ultimo rimpasto di governo, l'ex ministro ha quindi alzato ulteriormente il tiro, arrivando a chiedere elezioni presidenziali anticipate nonostante la guerra. Fedorov ha sostenuto che gli ucraini non possano continuare indefinitamente senza sapere come vengono prese le decisioni più importanti, una posizione che ha inevitabilmente riaperto il confronto con Zelensky. Per quanto riguarda il ruolo di advisor del ministero italiano della Difesa, è importante sottolineare che Crosetto non si è limitato a scegliere un esperto di droni e tecnologie militari, ma ha portato a Roma un uomo che conosce dall'interno la guerra ucraina, la trasformazione digitale della difesa e, soprattutto, gli equilibri di potere che stanno ridisegnando Kiev.